Monday, April 17, 2006

Aloha

Sono tornata, ancora viva, wiser and more aware.

Negli 8 o 9 giorni dal mio ritorno la metro mi si è guastata 3 volte (con me sopra, taccitù..), ho fatto 10 ore di straordinari e il sistema operativo del portatile mi è imploso, causandomi un lieve rodimento di culo.

Oltre alla ferma convinzione che quello in cui vivo è un paese di merda e che se qualcosa può andar storto lo farà, come diceva il buon vecchio Murphy, ho enucleato nuovi entusiasmanti concetti:

Punto 1: Dopo averne viste 3 in 30h, le albe sono tutte uguali.

Punto 2: Non abbiamo più niente da insegnare agli olandesi, hanno afferrato anche le regole base della mafia. All'aeroporto Schiphol di Amsterdam il messaggio di ultima chiamata di un volo viene sostituito da un rassicurante: 'Il signor XXX diretto a Sydney, sta ritardando il volo. E' pregato di presentarsi al gate D87 altrimenti procederemo a sbarcare i suoi bagagli..'
Bastava aggiungere '..e sacrificheremo il suo primogenito a Belzebù' ed era perfetto...

Punto 3: Ti pareva che dopo 30 ore di aereo e 48 senza dormire, dopo aver scoperto che la tua ragazza ha il posto alla fila dietro, che la copertina lurida in pile blu della Nortwest Airlines spela copiosamente su tutti i tuoi vestiti e che hai una selezione di 70 film ma non c'è quello che avevi cominciato a vedere sul volo d'andata e quindi non saprai come va a finire, ti accorgi anche che la tua vicina (ambitissimo posto di corridoio) legge 'The New American Bible', ha cantato con un coro in Vaticano ed è pure andata in pellegrinaggio ad Assisi.
Tutta la gayezza che è in me ha avuto un moto di ribrezzo.

Punto 4: Nulla è cambiato, negli Stati Uniti la dimensione minima di un cappuccino è ancora di sei galloni e mezzo, il prezzo simile a quello di un pieno di diesel. La taglia XS è ancora una 48 italiana. I soft drinks sono ancora 16 cubetti di ghiaccio e due lacrime di coca cola. La tavola da surf per imparare è lunga quasi tre metri. Le offerte non sono mai paghi 2 prendi 3, ma minimo paghi 8 prendi 10. Un centro commerciale di medie dimensione misura mezzo chilometro di lunghezza, essere indecisi sui propri acquisti può risultare simile all'allenamento per una gara di triathlon. Stessa perdita di calorie.
Negli Stati Uniti, semplicemente non esistono le mezze misure, figuriamoci le cose piccole.

Punto 5: Se a Honolulu piove per 5 settimane e agli angoli delle strade si forma il Mar Caspio, poche storie e togliersi quell'aria da europea schifiltosa. Via le ciabatte e guadare nel punto dove l'acqua ti arriva solo al polpaccio, come fanno tutti gli altri.

Punto 6: Non far troppo caso ai salutisti che alle 6 di mattina sono già tutti a correre su e giù per il lungomare di Waikiki. Il senso di colpa perchè invece tu ti stai strafogando di brownie al cioccolato e Mocha-Frappuccino-con-panna-montata-e-sciroppo sbragata da Starbucks passerà in un paio di giorni, dopodichè li guarderai con lo stesso interesse che riservi ai piccioni albini che ti gironzolano sotto il tavolino.

Punto 7: Quando la tua giovane guida Aaron, al volante di uno scassatissimo van da 15 posti di nome Betsy, ti da consigli su come entrare di straforo allo zoo, ti segnala la zona della South Shore dove è più facile rimediare anfetamine o insiste che il koala di peluche appeso allo specchietto retrovisore, da qualcunque parte lo si giri, guarda sempre verso di lui fissandolo insistentemente, non ti preoccupare.
Potrebbe andarti peggio.

Punto 8: E' completamente inutile cercare le location di Lost. Ogni pietruzza, ogni palma agitata dal vento, ogni geko è stato usato per il telefilm. Con un pò di fortuna potresti sederti sulla stessa roccia su cui Kate ha posato il suo leggiadro posteriore.

Punto 9: Se finora ce lo siamo evitato, la pacchia durerà ancora poco. Jack Johnson sta per invaderci.

Punto 10: Se dopo le famose 5 settimane di pioggia le fognature esplodono e riversano nel mare davanti a Waikiki tonnellate e tonnellate di galloni di rifiuti organici non trattati con conseguente divieto di balneazione per rischio epatite e titoloni allarmistici sulle prime pagine dei giornali, non chiedere mai 'E allora perchè già dalle 5 del mattino ci sono i surfisti in acqua?'.
Ti verrà risposto, con un certo stupore: 'Bè...sono SURFISTI.'
Stupida tu a domandare.


Surfisti all'arrembaggio di Queens Beach, Waikiki, Honolulu, HI. (c) Nerwen

2 comments:

Pluto said...

sei stata alle hawaii ! wow complimenti! come ti sei trovata ? cioe svantaggi e cantaggi rispetto all italia ? :_)

Nerwen said...

mmh..svantaggi non me ne vengono in mente, al momento. Con 28 gradi fissi tutto l'anno che svantaggi vuoi avere? ;) se dovessi vivere negli states, sceglierei Honolulu, ma non so quanto resisterei..non c'è un granchè da fare, e la vita comincia all'alba e si ferma intorno alle 23..u_u'