Wednesday, February 15, 2006

Storie di fantasmi, storie d'ottone.

Ho un debole per le panchine con le targhe.

A Leeds mi era già capitato di vederne qualcuna, ma ad Edinburgo c'è una piantagione sterminata di panchine, ognuna con una targa in ottone attaccata come un'emozione sbiadita, la guardi distrattamente mentre ti siedi..ma sai che è lì, fredda, che preme sulle tue scapole.

Raccontano storie indecifrabili, alcune portano solo un nome, altre citazioni, passi biblici, più spesso parlano di amori passati, momenti persi, legami sfasciati.
"A Fred, con affetto la lega rugby under-21".
"A Johanna, congratulazioni, tua sorella".
Mai una data, mai un cazzo di riferimento concreto.
Di quando sono queste parole? Di vent'anni fa? Di ieri?
Sono solo morti? I loro fantasmi vengono a posare i loro pallidi culi su queste travi di legno umido? I vivi verranno ancora a cercare la loro panchina, e si siederanno sulla loro panchina, la loro e la loro soltanto?

Sono seminate lungo tutta la strada che porta al castello, a destra lo strapiombo, una spaccatura che, come direbbe Baricco, invece di un fiume contiene rotaie, e se ti metti a pescare dalla sponda tiri su non pesci ma pendolari scozzesi.
In alto l'ombra scura del castello, gioielli della corona, cannoni a mezzogiorno, cimiteri canini, arazzi e piccole guide tascabili ai "resident ghosts", un fantasma per ogni ala, una per ogni caminetto o corridoio, ognuno col suo bel nome accattivante e le sue catene tintinnanti, nessuna meraviglia che il germe di Harry Potter sia nato qui, tra i gusci vuoti delle armature che scricchiolano anche da ferme e la cappella di Santa Margaret dove il sole, quando c'è, passa attraverso William Wallace, ingrugnito e in posa plastica, incastonato in vetro colorato.
Non ci sarei mai entrata se non avessi avuto un compito gravoso da parte della mia padrona di edinburghian natali, back in Leeds.

Landlady: "Chiunque va al castello fa una preghiera per tutte le Margaret che conosce, quindi vai lì e ne fai una per me."
Nerwen: "Ma...signora, lei si chiama Pearl..."
Landlady: "Bè, si..ma Pearl significa Margaret.."
Nerwen: "Pearl significa Margaret."
Landlady: "Pearl significa Margaret. Anzi meglio: Margaret significa Pearl..perla, you know?"
Nerwen: "Certo gente strana, voi scozzesi.."

C'è di sicuro qualche fantasma pure lì dentro..

Nelle foto di quei giorni ci sono Luana e Francesca, più ragazzine sperdute che compagne di viaggio, sedute su una panchina, le spalle al tramonto e in mezzo a loro una targa, il solito nome buttato lì, un'altra storia senza nè inizio nè fine, e davanti, tra il mio occhio e le loro gambe, un sottile spiritello fluttuante.

E' il fumo della mia sigaretta, immortalato tra jeans e aria di Scozia.
Ci sono io che mi ostino a comprare sigarette a 3 sterline e rotti, ci sono le sigarette che si ostinano a costare 10 cazzo di mila lire a pacchetto, ci sono due ragazze che ostinatamente sorridono in barba al giorno già in rigor mortis e una targa d'ottone che, con ostinazione infinita, continua a volermi raccontare una storia di fantasmi e spade claymore, senza trovare una voce, senza trovare le parole.

3 comments:

Manuela said...

Pusy che fuma = brutto ricordo.
Quindi questo post = brutto *POUT*

Anonymous said...

Ma sai che è vero? Margherita significa Perla.
Dice che è greco, me l'ha detto una che si chiama Margherita.

Come se che ne so, begonia significasse ferro da stiro.

'accia

Nerwen said...

Esattamente.
La tua logica non fa una grinza.

ma che niente niente sei mezza scozzese, Valè?
Si spiegherebbero tante cose..