Tuesday, February 28, 2006

Sono solo problemucci..

Sò bazzecole quando ti fai un culo così per organizzare un itinerario perfetto per vedere tutta New York in due settimane tonde tonde.

Figuriamoci quando sfuma tutto per mancanza di un cazzo di volo sotto i 500 euri.

Bruscolini sbucciati riorganizzare in tempo record un viaggio pazzesco attraverso il mondo per una cifra non da conato di vomito immediato e spontaneo.

Ma quando a biglietto pagato e valigia pronta ti fanno problemi col passaporto...quello è un incubo, uno tsunami di bruscolini umidicci e mangiucchiati, che ti sommerge e ti soffoca e ti fa bestemmiare in armeno antico a cominciare dal primo gennaio e pregare anche l'ultimo dei semidei vichinghi.

Ho finito le imprecazioni, ricomincio il giro del calendario 2007, in attesa del responso della gentiliSSIma questura di Roma.

Wednesday, February 15, 2006

Storie di fantasmi, storie d'ottone.

Ho un debole per le panchine con le targhe.

A Leeds mi era già capitato di vederne qualcuna, ma ad Edinburgo c'è una piantagione sterminata di panchine, ognuna con una targa in ottone attaccata come un'emozione sbiadita, la guardi distrattamente mentre ti siedi..ma sai che è lì, fredda, che preme sulle tue scapole.

Raccontano storie indecifrabili, alcune portano solo un nome, altre citazioni, passi biblici, più spesso parlano di amori passati, momenti persi, legami sfasciati.
"A Fred, con affetto la lega rugby under-21".
"A Johanna, congratulazioni, tua sorella".
Mai una data, mai un cazzo di riferimento concreto.
Di quando sono queste parole? Di vent'anni fa? Di ieri?
Sono solo morti? I loro fantasmi vengono a posare i loro pallidi culi su queste travi di legno umido? I vivi verranno ancora a cercare la loro panchina, e si siederanno sulla loro panchina, la loro e la loro soltanto?

Sono seminate lungo tutta la strada che porta al castello, a destra lo strapiombo, una spaccatura che, come direbbe Baricco, invece di un fiume contiene rotaie, e se ti metti a pescare dalla sponda tiri su non pesci ma pendolari scozzesi.
In alto l'ombra scura del castello, gioielli della corona, cannoni a mezzogiorno, cimiteri canini, arazzi e piccole guide tascabili ai "resident ghosts", un fantasma per ogni ala, una per ogni caminetto o corridoio, ognuno col suo bel nome accattivante e le sue catene tintinnanti, nessuna meraviglia che il germe di Harry Potter sia nato qui, tra i gusci vuoti delle armature che scricchiolano anche da ferme e la cappella di Santa Margaret dove il sole, quando c'è, passa attraverso William Wallace, ingrugnito e in posa plastica, incastonato in vetro colorato.
Non ci sarei mai entrata se non avessi avuto un compito gravoso da parte della mia padrona di edinburghian natali, back in Leeds.

Landlady: "Chiunque va al castello fa una preghiera per tutte le Margaret che conosce, quindi vai lì e ne fai una per me."
Nerwen: "Ma...signora, lei si chiama Pearl..."
Landlady: "Bè, si..ma Pearl significa Margaret.."
Nerwen: "Pearl significa Margaret."
Landlady: "Pearl significa Margaret. Anzi meglio: Margaret significa Pearl..perla, you know?"
Nerwen: "Certo gente strana, voi scozzesi.."

C'è di sicuro qualche fantasma pure lì dentro..

Nelle foto di quei giorni ci sono Luana e Francesca, più ragazzine sperdute che compagne di viaggio, sedute su una panchina, le spalle al tramonto e in mezzo a loro una targa, il solito nome buttato lì, un'altra storia senza nè inizio nè fine, e davanti, tra il mio occhio e le loro gambe, un sottile spiritello fluttuante.

E' il fumo della mia sigaretta, immortalato tra jeans e aria di Scozia.
Ci sono io che mi ostino a comprare sigarette a 3 sterline e rotti, ci sono le sigarette che si ostinano a costare 10 cazzo di mila lire a pacchetto, ci sono due ragazze che ostinatamente sorridono in barba al giorno già in rigor mortis e una targa d'ottone che, con ostinazione infinita, continua a volermi raccontare una storia di fantasmi e spade claymore, senza trovare una voce, senza trovare le parole.

Saturday, February 11, 2006

I signori delle caverne.

Quando sei convinto di aver raggiunto il punto massimo di stanchezza consentito scopri di possedere muscoli che per anni si erano fatti tranquillamente i cazzi propri.
Non ne sospetti nemmeno l'esistenza, come clandestini a bordo, finchè non insorgono prepotentemente per ricordarti che a 25 anni non c'hai già più il fisico.

Siamo al Black Water Rafting di Waitomo, e fin dall'incontro con le due guide, Sarah e Jimmy, capisci che assurdità stai per fare.
L'assurdità consiste nel vestire orribili mute umidicce, casco con pila da minatore e stivale di gomma, affondare il culo in una ciambella gonfiata e infilarsi sotto terra seguendo il corso di un fiume ghiacciato.
Il percorso viene chiamato 'Black Labyrinth'.
Rassicurante.

Sarah e Jimmy hanno uno strano 'knowing grin' stampato sulla faccia, e noi poveri ingenui ignoriamo di essere in mano a due psicopatici.
Come tutti i neozelandesi non sai mai se scherzano o dicono sul serio.
In sostanza ci terrorizzano a morte.
Ci portano sulla riva di un fiumiciattolo color melma, pretendendo di farci fare una prova di salto col ciambellone.
Indovinate chi è la 1a cogliona a farsi gettare di culo in un fiume ghiacciato?
Il tutto serve ad essere sicuri che la camera d'aria si adatti al nostro culone. Segue breve corso di sopravvivenza, in fila indiana, sdraiati a pancia all'aria sui gommoni a simulare una cordata acquatica, ad eseguire i comandi di Jimmy: buttarsi tutti a sinistra!, tutti a destra!, tenetevi forte!, sdraiatevi! all'urlo 'Look!' puntate il dito in alto e fate 'Ooooh!' (pensa, secoli prima di Povia e in tempi non sospetti..).

Già fradici e congelati ci troviamo all'ingresso della Ruakui Cave: un buco nella roccia che inghiotte un torrente ghiacciato. Mi si condensano fiato e pensieri.

Nelle due ore che passiamo nella caverna i due folli ci fanno fare di tutto: camminare col gommone sotto braccio e l'acqua alle ginocchia, galleggiare a mollo coi piedi agganciati sotto le braccia di quello davanti e con due piedi estranei che ti spuntano da sotto le ascelle, fluttuare nel buio più completo perchè Jimmy ti urla di spengere le luci del casco e godersi lo spettacolo: in alcuni tratti il soffitto della grotta è ricoperto di di Glowworms, orrende creature somiglianti a un grillo che ha avuto un frontale micidiale con un ragno, ma che, per non so quale assurda legge karmica, brillano di un'ipnotizzante luce blu elettrico.
Jimmy ci esorta a fare come ci ha insegnato e noi diligenti, nel buio assoluto, puntiamo il dito contro il soffitto e intoniamo un 'OOOOH!' collettivo.
Degli idioti.

Tanto per movimentare le cose (!?) Sarah ci ferma e ci mostra una cascatella: guai a camminare al centro, ad appena pochi centimetri dalla cascata c'è un buco profondo centinaia di metri, tenere tutti la sinistra.
Per me è chiaro e cristallino così, ma Jimmy sente il bisogno di darci una dimostrazione (di coraggio, di abilità o di pura follia neozelandese?) e si butta a candela nel buco,sparendo per diversi minuti.
Mentre tento di ricordare che l'acqua è a 2 gradi lui riemerge tutto giulivo e ci mostra la strada.
Recupero la mascella che mi è caduta ed eseguo il famoso 'Salto di Culo del Drago Volante" per cui eravamo stati allenati.

Ormai sono una professionista e al grido di '1, 2, 3, big jump!' mi schianto ass-first nell'acqua, due metri e mezzo più sotto.

Quando, in una piccola laguna di acqua torbida, rivediamo la luce del sole sono talmente sollevata e spossata da farmi fregare come una novellina, e sì che credevo di averli capiti ormai, sti kiwi..e invece Sarah, sorrisone e occhietti da vichinga, mi fa gentilmente notare 'Guarda che qui si tocca, potete scendere dal gommone e cominciare la risalita..'
Ovviamente vado giù a piombo, l'acqua sarà almeno 6 metri.

Rientrati al Black Water Rafting Cafè ho la tentazione di afforgarla nella zuppa di pomodoro o di strozzarla col bagel al formaggio, ma mi trattiene l'amore infinito che porto per questo popolo e la faccia da culo di due pazzi che questa solfa la fanno tre volte al giorno per trecentosessantaquattro giorni l'anno (a natale no) riuscendo, malgrado tutto, a renderlo speciale per ogni scemo che decide di seguirli.

Kia Ora Sarah & Jimmy, ovunque voi siate, e grazie.

Martedì 7/12/04
Waitomo Caves Domain, Rotorua, New Zealand.


Nerwen & Manu, ready to raft..

Monday, February 06, 2006

E' la vita..

E così è finita anche questa.
Lance e Sheryl si sono lasciati.
Eeeeeh, che devi fà, è la vita..
Adesso si deprimerà, si chiuderà in casa a Los Angeles (le è pure morto il cane, povero Scout, piove sempre sul bagnato..) e scriverà un altro album favoloso come The Globe Sessions, perchè si sa è il momento del tormento, e i cd più belli sono quelli che nascono da kleenex smocciolati e telefoni sradicati dal muro.

Comunque non me ne frega niente di chi è la colpa, se c'è qualcuno che ha le corna o altro, lei ha ragione e lui è un bastardo, a prescindere.

Stasera sul pavimento della metropolitana c'era una pagina di giornale aperta, loro due belli, sorridenti e felici..
Mi sono alzata
e vagolando con le mie Converse viola ho calpestato Armstrong.
Ripetutamente.

Friday, February 03, 2006

Holidays, Celebrate..

Ce l'abbiamo fatta, eh.
Biglietti prenotati.
Lunedì vado in agenzia direttamente con carta bancomat e l'ago già inserito in vena, per un salasso agevole.

Il fatto che io non sappia assolutamente niente del posto dove sto andando e che non so nemmeno da dove cominciare per farmi un itinerario è assolutamente irrelevante.

Ciò che è rilevante è il mio stellare livello di stress.
Per fare un favore all'umanità, non compio un eccidio e vado in vacanza.
Sono troppo buona.

Destinazione?

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