Wednesday, December 28, 2005

Butch a chi?

Il prossimo che mi dice che sono una butch inside lo frantumo..

Tsk, ma se ho persino il lettore mp3 intonato allo zaino?!



Sono proprio la più fashion, non capite niente...

Sunday, December 25, 2005

Aaaargh!

Per Natale stavo per regalarmi un bell'infarto..
Ho visto Tori Amos in un negozio, a tradimento:

Friday, December 23, 2005

ZZzzz..

Di solito io e il mio orologio biologico abbiamo un buon rapporto.
Lui non sporca, non si lamenta, non chiede le ferie, generalmente non lo sento proprio, si fa i fatti suoi e io non lo disturbo.
Su un'unica cosa mi da da pensare: i cicli di sonno/veglia.
Ecco, su quello abbiamo ancora qualche difficoltà.
Perchè io Dormo.
Ma no 'dormo' e basta, no no: io DORMO.

Io casco di sonno, io pendo, muoio, crepo di sonno. Sempre.
Se mi lasciate in pace, il cane è sceso e le tende sono tirate mi faccio anche 14 ore filate. E mi sveglio ancora stanca.
Se mi siedo in treno/aereo/traghetto/macchina e il viaggio dura più di due ore, è matematico che mi addormento.
Sdraiarmi su qualsivoglia superficie piana è fatale.
La mattina comincio a connettere verso le 11 a.m (tipo risveglio post-canna: 'come cazzo ci sono arrivata a lavoro?!?'), verso l'una mangio, quindi abbiocco post-pranzo. La cicagna persiste almeno fino alle 4, nonostante endovena di caffè a ripetizione. Dopodichè abbiocco parte seconda, che ha una durata minima di 5 ore. Vado a letto che sembra abbia scavato tutto il giorno in miniera.

Ditemi voi se è normale, se è possibile essere così schiava del letto.

Ho provato vitamine, ricostituenti, integratori..

La mia ragazza mi odia perchè appena metto la testa sul cuscino vado in coma (ammetto che questo ammazza un pò la passione..) mentre lei se non sta al buio e al silenzio non chiude occhio (l'ultima volta in volo per la Nuova Zelanda non ha dormito per 30 ore.) e poi ci vogliono i cannoni di Navarone per svegliarmi il giorno dopo (come minimo 6/7 chiamate ripetute per penetrare il mio sonno r.e.m...), le mie amiche mi compatiscono (neanche tanto velatamente..non capivano come si può fare sega a scuola e poi NON svegliarsi alle 6 per andare al mare. Si può, si può, basta non mettere la sveglia e fare la vaga. Lo stesso discorso si applica oggi come allora.), il mio capo si incazza ('Pronto? si boss, sono io..come sarebbe a dire sono le 10 e non sono ancora a lavoro? impossibile, guardi bene, devo essere lì da qualche parte..') e il mio cane ha imparato ad usare il water, il sabato e la domenica, visto che non può fare affidamento su di me nel modo più assoluto..

Non c'è scampo, sono condannata. Se qualcuno ha il rimedio, che me lo faccia sapere.

Nel frattempo farò ancora la vaga, il mio orologio biologico continuerà a ticchettare fino alle paturnie di maternità post-30-anni e io continuerò ad essere incatenata al letto.

E ora buonanotte, che s'è anche fatta una certa e domani, maremma slovena, finalmente si dorme.

Tuesday, December 20, 2005

L'amore è una scatola di Tikka Masala.

Natale è stato inventato per vedere chi davvero tiene in pugno il tuo cuore.

Ho passato frotte di zie convinte che una ragazzina di 13 anni necessiti ASSOLUTAMENTE di una sottoveste di raso bianco, di padrini sicuri che io mi trucchi nei colori di un pappagallo Ara e che quindi abbia bisogno di trousse smontabili tipo Lego del peso netto di 6 kg.

Vicini di casa orgogliosi di presentare telefoni cordless rosa con i tasti tagliati come gemme incastonate. Ogni taso una pietra diversa.

Amiche certe che il mio desiderio più grande sia ricevere una tazza da latte per la colazione (io non bevo latte) o campanellini da appendere in veranda che suonano al vento (non ho la veranda) o un set da bagno a forma di gaudenti porcellini rosa comprensivo di porta-spazzolone da cesso (mia madre ha rischiato un attacco alle coronarie quando li ha visti, ho un solo bagno).
Tutti regali apprezzatissimi, per carità.

Finchè non arriva una persona. E questa persona ti fa si il regalo che ti serve (zaino nuovo..shhh, zitti che quello vecchio ancora non sa niente e ci potrebbe restare male, vabbè che cade a pezzi ma è sensibile...porello..), ma ti fa anche regali improvvisi, di quelli che quando ti ritrovi il pacchetto tra le mani rimani come una fessa e il cervello ti va in overdrive xkè hai vagamente presente che è previsto uno scartamento di pacchi, ma è quasi certamente il giorno sbagliato..

Così ti ritrovi con la faccia da ebete, un insensato sorriso e con due confezioni di cibo indiano incartate con i Forever Friends, e sai, SAI, di aver scelto bene la persona che stringe il tuo cuore.

Grazie, Bimba.

Saturday, December 17, 2005

Per Maria

C'era una volta una bambina di nome Maria.
Una bimba grassottella, bruttina, scura come una scheggia di ossidiana, insicura, capricciosa, intelligentissima, nata un freddo giorno di dicembre del 1923.
Sua sorella maggiore Jackie è alta e bella, non brillante, nessun talento, ma è l'orgoglio e la speranza della mamma. L'opposto di Maria.
Papà invece fa il farmacista, un uomo tranquillo, poche idee ma chiare. Non ha mai capito il rifiuto che sua moglie prova per Maria, colpevole non di essere nata per sostituire un fratellino morto di tisi a 3 anni, ma di essere nata femmina.
Non sanno nemmeno quando è nata di preciso, la piccola Maria..la madre non l'ha voluta guardare per tre giorni dopo il parto, il padre si è scordato di registrarla all'anagrafe. Il certificato dice 6 dicembre, ma probabilmente era il 3, o il 4.
Maria è un esserino insignificante che gira per la 5th Avenue, a New York City, una figli di immagrati come tanti altre.
Ma lei non era come le altre. Lei era speciale.
Nessuno poteva fermarla.

Non un incidente a 5 anni che la manda in coma per 20 giorni, una macchina impazzita se la porta via e poi più nulla, fino al risveglio, ed è ancora viva, nonostante tutto.
Non la mamma che la usa come fenomeno da baraccone per raccattare qualche soldo ma le fa fare la fame.
Non la guerra, in Europa, a cui va incontro e dalla quale riceve solo altra miseria.
Non il matrimonio, cristallizato e immobile, con un uomo più grande.
Non la passione bruciante e assoluta per un altro uomo, potente, sposato, ammaliante, che lo ingannerà come la inganneranno tutti.
Non gli stenti, le diete massacranti, un bambino che non sopravviverà e di cui nessuno vorrà più parlare.
Non la disperazione, i tranquillanti e gli antidepressivi. Non la miopia che la rendeva quasi cieca.
Non gli errori, i capricci, i malori, le crisi isteriche, il perfezionismo esasperato.
Non il sacrificio di una vita intera dedicata al lavoro, non il successo cercato, voluto, preteso, con i denti e con gli artigli.

Per questo ha lottato, per questo ha rinunciato a tutta se stessa per avere in cambio il mondo, per questo ha tanto sofferto: per il canto.
La sua voce e il suo carattere, fragile ma inamovibile, hanno lasciato il nome di quella bambina grassoccia inchiodato, per sempre, alla Storia.
Si chiamava Maria Anna Sophie Cecilia Kalogeropoulos.
Ma per il mondo era Maria Callas, la Divina.



La Callas era la sua voce, era quello che cantava. Era quell'IO gridato a gran voce, che era il suo motto e al quale aveva votato tutta l'esistenza. Ma che l'avrebbe schiacciata, schiava per sempre.
Aveva stordito il pianeta, con quella voce, stordendo però anche se stessa.
Dopo di lei Carmen, Lucia, Mimì, Cio-cio-san, Aida e Tosca non sono state più le stesse.
Anche per un semplice e imprevedibile fatto: non era solo una soprano, era anche una straordinaria attrice.

La sua voce era impostata e artefatta, niente a che vedere con il cristallo della Tebaldi, collega ed eterna rivale (ma per Maria lei e la Tebaldi erano come "lo champagne e la Coca-Cola". Indovinate chi era lo champagne..), o come la Freni, o la Simionato.
Ma quando era Medea era il furore di tutte le donne tradite. Quando era Tosca e si gettava dai bastioni di Castel Sant'Angelo era il dolore di tutte le donne disperate e innamorate. Quando Maria cantava la Violetta morente nel III ato de La Traviata, "or tutto, tutto finì..", sembrava morire un pò anche lei.
Troppa vita dentro, come dice Baricco, e le moriva in gola.

Alla fine ci ha lasciati davvero, il 16 settembre 1977, 54 anni non compiuti, in modo misterioso ed inespugnabile, nella morte come lo era stata in vita. Attacco cardiaco, dice il referto. Dolore, dicevano gli amici.
La Simionato, tra le lacrime, racconta che poco prima della scomparsa, Maria, tenendole le mani, le disse: "Ricordati: Maria ha cominciato a morire il giorno in cui ha lasciato la musica."
Chissà.



Di lei ci restano una specie di biglietto d'addio con le parole del suicidio de "La Gioconda", tante foto in bianco e nero cariche di eyeliner e vestiti Dior, una Medea pasoliniana folgorante, un paio di regie di Zeffirelli, gioielli da mettere in teche, una lapide commemorativa al Pére Lachaise di Parigi perchè le sue ceneri sono sparse nell'Egeo, qualche filmato triste solitario y final di lei invecchiata, spiritosa, intensa e stanca, dove canta un pezzo, applausi da ogni dove, volta lo sguardo verso le quinte con la faccia tesa di un chirurgo all'uscita dalla sala operatoria dopo un intervento di 6 ore finito male, scuote impercettibilmente la testa, occhi che rimproverano non si sa chi, ma in realtà sta scudisciando se stessa, il tutto dura due secondi, si gira verso l'audience e sorride maestosa, applausi, va tutto bene, lei è sempre la Callas.

Ci rimangono le incisioni, di quella voce.
E qualche leggenda, un presupposto verme solitario qui, una frase memorabile lì, qualche isterismo..
Ai grandi non è concesso di morire e basta.
Benjamin diceva che la gente si appassiona alle disgrazie dei re perchè quando cadono, cadono dall'alto, e fanno più rumore.
Il suo fu un boato di un'imperatrice.

'Cara, sublime, sublime vittima
d'un disperato amore'
(La Traviata)

Non capisco la 'corsa alla Callas' avvenuta lo scorso mese. Non era l'anniversario della morte, non era niente e basta.
La pubblicità della Rai alla velina partenopea di Celentano ha scatenato miniserie, scenggiati, film, articoli su quotidiani e riviste, dovumentari vecchi di anni.
Io ho voluto aspettare dicembre, il mese in cui è nata, per ricordare la mia Callas. Per dirle che ho smesso di avercela con lei per essere morta 3 anni prima della mia nascita, senza aspettarmi.
Voglio ricordarla ora per motivi miei, piuttosto che farlo sulla scia di una napoletana poco somigliante che canta con la voce di una che con la Callas non c'entra una mazza.

Andio sas, Maria, khairete.

Thursday, December 15, 2005

Rize

Guardate RIZE, di David Lachapelle. Guardatelo bene, guardate cosa sanno fare quei ragazzi.

Se vivessi in un posto dove il giorno prima portano tua madre in galera per droga e il giorno dopo sparano a tuo fratello a scuola, vorrei poter bruciare la mia vita spaccandomi il bacino ballando, acclamata da tutta la Los Angeles di cui la gente normale ha paura.

Se potessi scegliere vorrei trovare un Tommy the Clown che salvi anche me dalla strada, dicendomi che ho qualcosa da dare, che posso vincere anche senza una pistola in mano e senza nemmeno sfiorare l'avversario.

Se mio nonno mi avesse sparato ad un braccio tentando di uccidere mia madre e mio fratello neonato vorrei saper pescare la forza per essere comunque il migliore senza ammazzarmi di crack.

Il sangue stesso che mi scorre nelle vene mi farebbe sentire da dove vengo, il mio sudore, e il bianco dei miei occhi e i colori che porto sulla faccia, e trovate le mie radici, dalla terra, sorgerei.

Tuesday, December 13, 2005

Azz...

Cioè, mi state dicendo che una donna pakistana di 40 anni è stata trovata VIVA sotto le macerie del terremoto che ha devastato il Kashmir e ammazzato 73mila persone, dopo più di due mesi di buio, paura, disperazione, cibo avariato e acqua piovana?

La prossima volta che mi lamento per un mal di testa o perchè mi si sono inzaccherate le scarpe mi prendo a calci nel culo da sola.

Promesso.

Monday, December 12, 2005

Addio Pat.

Ho scoperto che Mr Morita è morto il mese scorso alla nobile età di 73 anni.
Sono affranta.
Om mani padme hung, signor Miyagi.

Saturday, December 10, 2005

3 giorni di fuoco

Quando abbiamo casa libera per 3 giorni, di solito li passiamo sdraiate a letto, io e l'amore mio.
Quando stiamo sdraiate a letto per tre giorni di solito ci alziamo solo per mangiare, per impellenti bisogni fisiologici (nostri o del cane), prendere un dvd o in caso d'incendio (della casa o del cane). Priorità NON necessariamente in questo ordine.
Quando non ci alziamo per tre giorni tendiamo a guardare in tv, esauste e felici, qualunque vaccata possibile e immaginabile.

Quando guardi vaccate per tre giorni filati non ti accorgi nemmeno che intorno a te si fa la Storia e ti sta passando Victoria Cabello con la Fiaccola Olimpica sotto casa.

Quando sei sdraiata da tre giorni, fuori fa un freddo lama e sotto le coperte c'è il sahara con tutta l'oasi e i cammelli nonchè un intreccio di gambe/braccia/intimo da sembrare la vetrina di Yamamay, capita di vedere E! Entertainment Television.

E quando guardi E! Entertainment Television, tapis roulant del trash più glamour, capita di guardare per ore uno speciale su quanto guadagna/ha guadagnato Madonna, ovvero cifre pari al prodotto interno lordo della Turchia e al debito estero di almeno 6 diverse nazioni africane e un paio dell'Asia subtropicale.

Sò cose che fanno pensare. Anche in coma vigile nel letto.
Soprattutto dopo che l'abbiamo vista in mondo visione dimenarsi sul palco del Live 8.
Il tempo di tornare in coma e già l'ho già rimosso, ma nel frattempo, ci penso su.