Tuesday, November 29, 2005

L come...

Uno fa tanto per rimanere obiettiva, per restare distaccata. Per giudicare con cognizione di causa. E invece eccomi qui: manca poco più di un mese all'inizio della terza stagione di The L Word, e io sto fremendo.

Nonostante le mille cagate sparate da sto telefilm, l'impossibilità materiale di racchiudere in una città (per non dire in un quartiere) un tale numero di gnocche stratosferiche, per di più lesbiche (già il fatto stesso che Jennifer Beals stia lì a far l'amore con una donna costituisce, per me che a 10 anni me la sognava di notte, un motivo di meraviglia costante). Nonostante l'aria evidentemente contaminata di Los Angeles (aò, chiunque viene in contatto con queste diventa lesbica. Se non lo sei lo diventi, se già lo sei lo diventi di più.Anche gli uomni. Lesbici, subito.) Nonostante il lieve segamento di nervi che produce la recitazione di alcune delle suddette gnocche e malgrado la pesante orticaria provocata da certi personaggi, creati solo per essere sbattuti ripetutamente contro lo spigolo più duro, all'urlo sfrenato di 'muori, maledetta piagnona!'.

Gli spoliers mi hanno lasciato perplessa, come tutto il telefilm, del resto..ma i gossip dal set sono stati ancora peggio.
Una mazzata distruttiva micidiale e totale.
Mi rifiuto di divulgarli, non ce la faccio.
Proprio adesso che le cose tra Carmen e Shane cominciavano a girare per il verso giusto..

Che devo dire, sarà pure una marea ondosa di stronzate, ma ho un debole per le belle ragazze che si amano...

Wednesday, November 23, 2005

Vipregovipregoviprego?

20minuti a cercare un giornale con gli orari del cinema.

15 ore a decidere che film vedere.

Vari eoni sui mezzi per raggiungere il Warner in centro.

Attimo di lieve sbandamento all'uscita della metro: roadies avvinghiati tipo koala a imponenti impalcature corredate da luminarie da 81 milioni di volts.

Altro breve attimo di sbandamento dinnanzi al tappeto rosso e al pannellamento selvaggio intorno all'ingresso del cinema, raffiguranti principalmente pagine di diario scritte (evidentemente) da un bambino dislessico e con gravi problemi logopedici, immaginette di improbabili manga giapponesi e gigantografie di candide manilabbraspallemento di tale Melissa P.

Un nanosecondo per controllare il pannello: si, alla sala 4 lampeggia il film prescelto.

4 secondi virgola 3 per dire la seguente frase: "Ciao, mi dai due biglietti per Zorro, grazie?"

Un'eternità di silenzio dopo aver ricevuto la frase: "Non c'è Zorro oggi, c'è la prima di Melissa P. e ci hanno bloccato la sala..sai, non lo sapevamo..."

Non lo sapevamo. Una prima nazionale e tu non lo sai. Ti si presentano culturisti incazzati con cavi e fari da illuminare il traforo del Gran Sasso e tu? Gli hai offerto il cappuccino? Pensavi fossero le nuove maschere?

Ma me lo fate vedere un cazzo di film, con i miei cazzi di pop corn da 4 euri in braccio e la mia cazzo di Coca da due litri in borsa? (Pepsi devi morire)

Ora: io ho rinunciato a HP4 (3/4 d'ora di svenimento alla frase di Bunny: "Schifa, ci vieni alla prima di Harry con me?") per evitare calca/folla/ragazzini/rutti/sgranocchiamenti/grattamenti/schiamazzi e quant'altro, riducendo Manu a prenotare due posti al Barberini per sabato mattina..

Me lo fate vedere in pace? Vi prego?

Saturday, November 19, 2005

Thursday, November 17, 2005

Schegge

Che poi non è che io sia una persona logica, ma così logica, una di quelle che aprono gli occhietti cisposi la mattina e la prima cosa che hanno da dire è tò, guarda: ho visto un granello di caos. Aspetta solo un attimo che mi suicido.
No, mi reputo abbastanza fuori di testa da sopportare il mondo nella sua totalità. Più varie ed eventuali che mi si ripresentano come le melanzane a cena, anestetizzante ritmicità, costante certezza. Assurdità che non comprendo, si certo vabbè: ma con precisione per favore, un pò di precisione. Costanzo la domenica. Jane Fonda che ringiovanisce. La propaganda cinese. Il 740. Gente che balla all'improvviso nei film indiani. Tanfo di morte dopo che mio fratello è stato in bagno.

Però il mondo a quanto pare non si traccia col goniometro e non si tiene a bada nè a frustate, nè a bastonate e nè a colpi di carota sul groppone.

Ogni tanto una scheggia di follia si divora i chilometri, sparata a velocità pazzesca lungo una linea ubriaca e vagamente singhiozzante, oppure arriva lenta dopo anni - che je frega, tanto è follia - ma leeeeenta e silenziosa, soprattutto subdola e silenziosa, e ti si pianta dritta in mezzo agli occhi. Tu magari sei a cena e continui a ruminare polpette e purè, i tuoi neuroni vanno a farsi una vacanza mentre guardi ER, e intanto quelle stronzette, ben piantate nelle tue arcate occipitali frontali, si insinuano divincolandosi. Spermatozoi del grottesco. E io l'ovulo dell'ordine cosmico mascherato da caos organizzato.
E a te va di traverso una polpetta.
Polpetta metaforica, s'intende.

Può essere una cazzata o una cosa enorme che neanche riesci a pensarla figuriamoci dirla ad alta voce. Ma nell'attimo in cui arriva ti rendi conto che già ti eri scordata di quella precedente, che già sei ritornata nel tuo piccolo mondo ordinato, routine e cadenze ritmate da metronomo dell'esistere. Lei, la scheggia, arriva, si pianta, e tu smetti di ruminare e tutta presa dalla grande scoperta, anche vagamente compiaciuta, ti dici: Ma che cazzo. What the hell, solo in italico. Da immaginare un pò sospeso, un suono incredulo che ha dimenticato cosa voleva essere dopo la O: Maccheccazzo...

E già mentre lo stai dicendo, e ti chiedi perchè sta succedendo quella cosa, e ti arrabbatti per cercare una pur piccola spiegazione logica, quella è andata, via, dimenticata.
Fino alla prossima.

Ho una mezza idea di cominciare a collezionarle. Frammenti di assurdità. Non roba poetica alla Baricco, tipo uomini che dipingono il mare col mare, o comprano locomotive in un posto senza rotaie, o immaginano palazzi di cristallo/circuiti automobilistici quando ancora non esistono/incontri di box/western/enciclopedie dei limiti in natura/preghiere strambe (perchè non ci stanno santi, quello scrive poesia e gli dicono che sono libri 'a tavolino' diobono, tutta i libri del mondo dovrebbero essere scritti a quel tavolino..), no, niente del genere.
Cazzate.
Enormità.
Orrori.
Meraviglie.

Un bruco che mi cammina sul soffitto. Un bruchino da niente, nemmeno un bruco come si deve, che, semplicemente, mi cammina sul soffitto, a testaingiù. A Cinecittà. Roma. Lontano chilometri da meli e giardini. Un bruco.
Macheccazzo..

Thursday, November 10, 2005

Confesso.

Va bene, vuoto il sacco...Io da piccola non avevo intenzione di fare la biologa, la ballerina o l'infermiera, da grande..no, non me ne fregava un cazzo. Io per me sognavo tutt'altro futuro, tutt'altra storia...

Avrei voluto essere una bambina prodigio
.
Troppo intelligente per perdere i miei preziosi neuroni con sciocche tabelline e verbi irregolari, e spedita subito all'università, via sciò, a calci nel culo.
Avrei padroneggiato la meccanica dei quanti e avrei smontato reattori nucleari nel tempo libero, mangiando una Girella.
Probabilmente la mia vena creativa si sarebbe espressa in copie quasi perfette di opere di Van Gogh e in splendide sinfonie eseguite con lo Stradivari che il rettore di Harvard mi avrebbe regalato all'ottavo compleanno.
Così, a sfregio.
Non mi risulta comunque che esista il balzo scolastico, qui in Italia..ma vabbè..
Non mi resta da fare altro che osservare sbigottita i veri geni, nanerottoli sconcertanti come Yoo-Guen Song, anni 8, spedito di gran carriera all'università di Inha (Sud Corea) per stupire il mondo con equazioni e teoremi.
'tacci sua..

Avrei voluto fare la salva balene.
Nascere in uno di quei posti dove è normale svegliarsi la mattina, insipirare a fondo stiracchiandosi, guardare il mare e trovare 130 cetacei che hanno seguito la loro capitana e sono andati a stramazzare sulla spiaggia.
Poter svegliare tutto il paese e mobilitare anche i trattori per spingerle in mare, prima che annegeghino aspirando acqua dagli sfiatatoi sommersi.
Dedicare la vita a despiaggiare balene mi sembra un bel modo di esistere, a questo mondo..



Avrei voluto essere uno studioso di panda.
Uno di quelli che li osserva tutto il giorno allo Smithsonian Institute di Washington, e quando (se) fanno sesso mettermi a fare il tifo con altri 40 scienziati giunti apposta da ogni parte del mondo.
E poi veder nascere affarini pelosi come Tai Shan ("Montagna pacifica"), alla nascita (luglio '05) delle dimensioni di un rotolo di carta igenica, ad oggi 6 kg abbondanti osservabili anche in webcam (felicitazioni a mamma Mei Xiang e papà Tian Tian).
E sapere che l'estinzione è un passo più lontana.




Avrei voluto lavorare nell'indistruia dei libri.
Passare la vita in mezzo a i libri, averli come sola ragione per vivere. Editore, per esempio. Ma anche edicolante, a sto punto..l'odore della carta, tutti quei libri da leggere GRATIS, copertine da scegliere. La sola idea che pubblicando quel libro cambierai la vita a qualcuno (troppo facile scriverlo, de sti tempi scrivono pure DiCanio e la Spears..è pubblicarli, la genialata..).
Avere un posto di diritto alla Fiera di Francoforte, dove sarei attesa e acclamata grazie alla mia costante diffusione della cultura letteraria nel mondo e l'impegno nell'alfabetizzazione delle popolazioni in via di sviluppo donando valangate di libri gratis a tutte le scuole del pianeta e dddio, quanto sono magnanima...



Vabbè, chiudo, che domani mi devo alzare presto e sostituire quella zoccola della collega...(attimo di perplessità)

Tuesday, November 08, 2005

La moglie ideale

Ci voleva l'emittente radiofonica inglese Gaydar Radio (ma favolosa!) per scoprire, tramite il solito inevitabile sondaggio, che le lesbiche (britanniche, ma io mi azzarderei tranquillamente ad allargare il raggio a tutto il globo. Anzi, facciamo alla galassia.), potendo scegliere, sposerebbero Angelina Jolie.



Ora: non so per gli uomini (pare che il partner ideale per i gay sia risultato Beckham, battendo il gommone Vin Diesel, l'esagitato Robbie Williams e - udite udite! - il baffuto ma sempre piacente Tom Selleck), ma sottoscrivo in pieno.
Per un momento soltanto (lo giuro) mi faccio portavoce lesbico e grido forte: SI, potendo me la sposerei.
Passerei le notti con l'incubo che mi usi per testare l'affilatura dei suoi coltelli o che scriva la lista della spesa col mio sangue, però per lei sopporterei.

Stranamente Angelina ha scalzato l'icona gay per eccellenza (seppure controversa) Jodie Foster, sogno lesbico di migliaia di attiviste lelle che la vorrebbero come portabandiera del movimento glbt (i bookmakers la danno lesbica 10 a 1, puntate siori e siore, puntate...).

La ragione si questo secondo posto, a mio parere, è da ricercare il quell'aria così materna...con quei figli biondini e perfettini di padre incerto ma madre certissima, sempre sorvegliati da questa 'baby-sitter' fin troppo intima con la signora Foster..
Voglio dire, anche Angelina è una pluri-mamma (Zahara Marley è arrivata da poco..) alla prese con pannolini, vasetti, pappette, borotalco e fasi anali (il tutto giostrando contemporaneamente le missioni di pace per l'ONU, Brad Pitt, film e ospitate varie, un padre problematico, due ex mariti e pure la spesa al discount).......
Però, per dire: suo figlio Maddox ha i capelli alla mohawk.



Non so se mi spiego...
Che donna.

Sunday, November 06, 2005

Dal Vietnam con furore.

Ci sono volte in cui l'impermanenza del mondo ti appare cristallina davanti agli occhi.
E ti accorgi che il tuo attaccamento alle cose si è affievolito, non brilla più. C'è sempre, ma è pallido e smorto.

Me ne sono accorta stanotte alle 2.30 quando mi sono tolta la maglia per provare un nuovo acquisto, tutta fremente per il sapore inebriante di un oggetto nuovo e (per me) costoso, con un bel sabato alle spalle, una bella domenica davanti e nessun pensiero al mondo. Tranne il disboscamento delle foreste amazzoniche, lo sterminio delle foche e l'oppressione cinese sul popolo tibetano, ma vabbè, quello è perchè sò malata..
Un tonfo secco, un oggetto che rotola e si ferma ai miei piedi.

Per un momento sono sotto shock, lo guardo senza capire cos'è quell'affare contorto e candido, diviso in due, che mi guarda dal pavimento.

Dopo 3.45 secondi realizzo: è il mio Hei Matau.
L'Hei Matau non è solo un ricordino per turisti, una chincaglieria da riportare a casa a testimonanza di un calvario di 50 ore d'aereo.
Gli hei matau, in osso o giada verde, sono lo spirito stesso dei Maori della Nuova Zelanda.
Ricordano un mito antico di millenni raccontato oralmente di padre in figlio, uniscono con un cordino minuscolo maori, bianchi e ogni altra razza presente in Nuova Zelanda. Tutti lo indossano, anche due o tre per volta. I bambini, le commesse, i poliziotti, le guide turistiche e i manager che corrono per le vie di Auckland.
Li indossavano i grandi capi tribù del passato, le belle donne dalle labbra tatuate..
Un maori deve farti una karakia, una benedizione speciale, per il tuo hei matau, e lui ti proteggerà 'in ogni viaggio sopra l'acqua'.
E io lo sono andata a spaccare in due.

Altri 2 secondi ancora. Disperazione. Furia suicida. Morte e distruzione per il mondo.
Poi passa. E non sento più niente.

Frego l'Attack a mio fratello, lo rimetto insieme, mi provo la maglia (mi sta da dio..), mi cambio e vado a dormire.

Stamattina solito nubifragio del cazzo, solita corsa per non fare tardi alla stazione Termini: oggi torna Mael, se faccio tardi manu mi squarta.
Mael è stato 3 settimane in Vietnam, è appena sceso dall'aereo e deve tornare a Milano. Abbiamo 2 ore e mezza per farci raccontare quello che non si può raccontare.



Il cuore e l'entusiasmo che Mael ha per i suoi viaggi non ha pari, e attraverso i suoi occhi siamo sul delta del Mekong, nei cunicoli scavati dai Viet cong o davanti una scuola superiore di Saigon.
Ci ha portato dei bracciali, piccoli bracciali colorati. Vengono da Sa pa, nel nord del Vietnam, creati dalle varie etnie che convivono nelle zone rurali. Manu ne ha uno dei Red Dao. Il mio è stato creato dai Black H'Mong.



In un attimo l'oggetto diventa tutto quello che Mael ha visto e ha voluto condividere, l'affetto che io e Manu proviamo per lui, l'affinità tra viaggiatori, tra amici.
E allora ho capito.

Il mio Hei Matau sarà spezzato per sempre, ma non per questo rappresenta meno il mio sogno.
Questo bracciale prima o poi cederà, ma non spezzerà i fili che lo legano all'altro capo del mondo e all'altro capo d'Italia.


Grazie Mael san (C)Nerwen

Friday, November 04, 2005

Madonna è dio.

Madonna adottami.



PS: Ma chi gli ha detto che sta minchiata del Kazako faceva ridere? Cos'è, umorismo portoghese?

PPS: Se tutti gli spettacoli delle Pussycat Dolls sono così, incatenatemi al muro del Viper Room..Saranno anche un concentrato di tamarragine, ma la cantante è un bel eyecandy..E sta maledetta sa pure cantare....



PPPS: Credo che Geldof creda davvero, sia davvero convinto, di aver risolto i problemi del mondo. Sarà la grafica dietro di lui piena di omini che si genuflettono, o Madonna che lo presenta come un messia..mah...

PPPPS: Ma checcefrega, sul 6 davano Flashdance....

Wednesday, November 02, 2005

R.I.P.

La linea tra il macabro e il grottesco è molto sottile.
Infinitesimale.

In Messico El dia de los muertos è una festa baccanalesca, gli scheletri sono dolci da mangiare o fantocci da burciare. Si puliscono le tombe e poi si mangia fino a star male, un brindisi alla vita.


In Tibet gli scheletri danzano durante le fiere o vengono dipinti in un eterno coito sulle pareti dei monasteri (o lo erano, prima che fossero distrutti..), ricordando beffardamente che tutto è polvere, tutto è reale e l'opposto di reale.


Qui no. Siamo troppo occupati a prenderci sul serio.

Mentre Woody Allen scopre l'acqua calda ("Invecchiare è orribile. Ti deteriori fisicamente e puoi muori." Buongiorno. Dopo 70 anni di vita, 6 figli adottati e non, una ex moglie gonfia di botox da far paura e una moglie attuale di 35 anni più giovane, caro il mio Woody, un'avvisaglia anche minima dovrai pur averla avuta..), mentr Ruini ha deliri di onnipotenza ("Wojtyla è vicino a noi, come lo sono i parenti e gli amici", perchè lui evidentemente ha la linea diretta col Boss, ha il telefono rosso come Batman, lui SA. Preferivo la Kidman matubiana in The Interpreter, che non nominava i morti.), mentre simpatici studenti inventano un luogo virtuale dove poter commemorare i morti (per chi non ha tempo da perdere al cimitero) e tutta Roma va all'Auditorium per parlare di un poeta/scrittore/regista morto ammazzato 30 anni fa, mentre accade tutto ciò mi si dice che per fare un funerale si spendono svariate migliaia di euro, causa Carobare.

Tra pompe funebri (perchè mi dovrei far vestire, truccare e comporre come un playmobil da uno sbarbatello con infranti sogni artistici??), messa, prete e organista (perchè dovrei pagare il pizzo alla chiesa e far pregare per la mia anima peccatrice, quando non credo nemmeno nell'esistenza dell'anima? E perchè a tempo di musica, poi??), bara e trasporto col carro (mille euro di legno, ottone e raso trapuntato? ma perchè? Così sto più comoda mentre mi faccio divorare dai vermi?), fiori e corone varie (perchè?? Così si toglie la puzza di putrefazione?), partecipazioni e necrologi (ma perchè dovrei avvertire amici e parenti da una pagina de Il Messaggero? Se schiatto e non se ne accorge nessuno devo pure sobbarcarmi IO l'onere di diffondere la lieta novella?) e sepoltura partono tranquillamente 4mila euro. E meno male che a sto punto sarei già schiattata, sennò morivo alla presentazione del conto.



Ma estirpatemi ciò che ancora ho di buono (ho 10/10 di vista, se interessa a qualcuno in cerca di occhi..), bruciatemi e buttatemi da qualche parte, possibilmente non in mare aperto che ho paura.
Magari sotto un albero.
Ma se proprio dovete commemorarmi e ricordarmi, vi lascio qualche bella foto, eh?
Mi fate un simpatico altarino.
Con poco incenso però, che mi da fastidio.

Tuesday, November 01, 2005

Le cose inutili della vita.


Le mucche.
Non quelle che ti guardano indifferenti al passaggio a livello, ruminando margherite. Non quelle attaccate con le mammelle ai tubi risucchiatori della Centrale del Latte.
Intendo le mucche della Cow Parade. Vengono in Italia, precisamente a Firenze, dal 22 ottobre al 20 gennaio.
Cio' significa che per un pò la stazione di Firenze sarà occupata da mucche di plexigas colorato, dipinti a mano da artisti italiani. La Cow Parade ha prodotto oltre 4000 mucche diverse, esponendo in tutto il mondo, senza contare la baby cow parade, con tanti vitellini multicolori.
Il tutto, rivenduto all'asta per un totale di 14 milioni di euro devoluti in beneficenza.
Le ho perse ad Auckland, ma non le ho perse a Dundalk, Irlanda.
E quanto è vero che mi è venuto il mal di gola non me le perderò stavolta, anche se per farlo dovro' andare fino a Firenze.

Gli antistress moderni.
Una volta erano dei palloncini di gommapiuma da strizzare nei momenti d'agitazione, a volte fatti a forma di tetta, altre di cuoricini con su scritto 'occhio, l'infarto è dietro l'angolo'.
Ora ci sono i Dondy.



Dondy non si può tanto spiegare..essenzialmente è un cosetto sorridente seduto su di un prato verde (dove nascono speranze che si chiamano ragazze?) e che non fa altro che dondolare la testa da un lato e dall'altro, sorridendo implacabilmente, sostenuto dalla sola forza solare. Lo si trova blu, rosa o giallo, con attaccato un piccolo dondyno che gli sta abbracciato o svaccato addosso, anch'esso sorridente. Lo guardo e anch'io mi metto a dondolare la capoccia a tempo, sorridendo felice e lobotomizzata. Manu dice che è il figlio di Satana e prima o poi conquisterà il mondo, sorridendo imperterrito in quel modo inquietante. Intanto lei s'è comprata Flip Flap.



Il principio è lo stesso, solo che non è un coso senza sesso e senza razza in tenue nuance pastello, ma è una piantina in un vaso. Due foglie verdi che oscillano a ritmo di non si sa che. C'è anche la versione mini, quella in vaso tondo e la versione pianta grassa. Manu la guarda dondolare ed esclama: "Guarda! è felice!!" perchè ha cambiato ritmo, o oscilla in modo particolarmente vigoroso. Pensa te.
Per chi è più portato allo sfogo della violenza suggerirei Chocker the chicken. Canta un'orrenda canzoncina finchè non lo strangolate. Quindi mentre strabuzza gli occhi canterà più in fretta. Voi strangolatelo ancora. E ancora. E ancora..



Io sono una che opta per il classico nove volte su dieci, quindi dovrei buttarmi sulle care vecchie spade laser. Con tanto di effetti sonori. Niente di meglio che conquistare la galassia, quando ti girano i coglioni.
La ditta produttrice non si ritiene però responsabile in caso l'acquirente dovesse passare al Lato Oscuro, nè se dovesse risultare povero di Midichlorian nel sangue. Siete avvertiti.



Il conglio.
Non si accarezza e non rosicchia carote, il coniglio Nabaztag è uno strana creatura..E' un coniglietto in plastica alto 23 cm che grazie alla tecnologia Wi-Fi fa un sacco di cose fighissime e inutli.
Se lo setti col meteo tutte le mattine una vocina delizosa ti dirà che tempo farà secondo le previsioni.
Se lo setti sull'andamento del Dow Jones brillerò ad intermittenza del colore che preferisci, avvertendoti se il dollaro sale o scende.
Se lo setti su Isoradio ti avverte anche anche degli ingorghi sul Raccordo Anulare.
Se vuoi dormire senza che ti disturbi si mette a dormire finchè vuoi tu.
Ha degli umori independenti da te, fa un pò come gli gira, potrebbe pure farti i dispetti.
Se gli arrivano messaggi te li recita, se arrivano mp3 te li canta. Se ti arriva una mail sul pc arrossisce.
Ti avvisa cantando, parlando, brillando o muovendo le orecchie.
Nel senso che se ne hai due, uno a NYC e uno in Sud Africa, se sposti le orecchie di un giro e mezzo a NY, quello in Sud Africa (che è connesso a lui) farà lo stesso movimento senza che nessuno lo tocchi. Come dire 'Ti penso'. O 'Butta giù la pasta'.
Inutile, ma incantevole. E costa solo 95 euro, un affarone..



Gli adesivi da frigo.
Se il vostro frigo vi intristisce al solo sguardo, tutto ruggine e zozzume vario, correte a comprare gli adesivi mimetici da mucca per frigo.
E il vostro frigo non sarà più lo stesso.



Microbi
.
Per l'ipocondriaco che è in ognuno di noi, degli esserini pelosini che vi aiuteranno a superare la fobia dei bacilli.
Ce n'è per tutti i gusti, dal mal di gola all'influenza, dall'alito cattivo all'Ebola, passando per il mal di stomaco e l'ulcera fino alla Sifilide.
C'è anche il microbo dell'HIV, con il suo bel fiocchetto rosso della lotta all'AIDS.
Il mio preferito rimane ancora quello della Mononucleosi. What can I say, è viola...



Lo scaldatazza.
Chi non beve quantità spropositate di Nescafè non sa quale gioiello abbiano inventato. Io purtroppo sono stata contagiata dal morbo del caffè quando mi trovavo in Inghilterra. Nel giro di un mese bevevo 4 tazze al giorno di nescafè con latte.
Negli ultimi 4 anni ho cercato di smettere, ma a tutt'oggi riesco a limitarmi solo a 4 tazze a settimana.
Mentre aspetto di uscire dal tunnel mi farebbe comodo davvero uno scaldatazza da collegare alla porta USB del pc, quanto mi fa incazzare quando sollevi la tazza e ti accorgi che è diventato un liquidino ghiacciato color acqua sporca...