Monday, October 17, 2005

Non so perchè.

Ci sono cose nella vita, che non sai perchè le fai.

Andare fino a Little Italy in un afoso pomeriggio con 40° percepibili e ritrovarsi a comprare, con una faccia anche piuttosto schifata, una calamita di San Gennaro in un negozietto tra Canal e Mulberry St. rientra a pieno titolo nella categoria.
La signora dietro il bancone, stazza da triceratopo e occhialoni, scuote la testa scolpita a forma di bigodino perenne, scuotendo via probabilmente anche quel poco di italiano che non ha dimenticato.
"Sti cines' ce stann'a mangià tutt'cose, mo pigliamm' e ce n'annamm' a Brucculìn..."

Lasci perdere signora, mi verrebbe da rispondere..è più sicuro qui, ha proprio voglia di farsi sparare in faccia per 2 spiccioli? Io la vedo meglio al Barrìo, può passare per ispanica, meglio comunque rimanere da questo lato del fiume..

Invece annuisco grave, come se capissi.
Ho solo 12 anni, che cazzo capisco...

Riprendo la metro numero 6 per Upper Midtown e scendo tra la 51st St. e Lexington.
E lui è lì, tra il Waldorf e il Roger Smith, come tutti i giorni.
Sembra aspettare me, sotto le bandiere appese sul portone dello Smith, immobili nel non vento, tra quelle orrende statue post-moderne che si ostinano ad esporre.
Aspetta col suo carretto, il mio spacciatore privato di conservanti e maiale insaccato.
Mi vede arrivare a ha già cominciato a prepararmi l'hot dog.
"Se ci metti la senape ti ammazzo.."
Lui sorride, e ci mette la senape. Poi ride forte.

Tutti i giorni così, e non so nemmeno il suo nome.
Mi mancherai stronzo. Mi mancheranno i tuoi insaccati stracotti e la tua cazzo di senape..
Mi appoggio al solito muro, solito graffito, solito fumo bianco dal tombino vicino.
Lo guardo lavorare.
"A domani", mi fa quando mi allontano, e non alza nemmeno lo sguardo, troppo occupato a infilare pinza, mano, polso, braccio e spalla in quel buco nero alimentare del suo baracchino.
Mi giro a guardarlo, ma non dico niente.
Non gli dico che domani non ci sarò, che domani non esiste per me, sotto questo cielo.
Mi volto e riprendo a camminare verso lo Smith. Non so perchè l'ho fatto.



Vedo Starbucks in lontananza, all'incrocio con la 52th, attraverso la strada. sto per buttare la carta dell'hot dog in un cestino, ma noto che è occupato. Un tizio, un homeless di colore dalla pelle di cuoio tirata sulla faccia, mangia direttamente dai rifiuti.
Con una forchetta in plastica.

Mentra guardo perplessa i suoi 6 o 7 maglioni, il berretto di lana blu e i guanti senza dita, penso: "Ma cazzo, siamo in agosto.." e ancora: "Rischio una forchettata sulla mano, se provo a buttare la mia cartaccia accanto al pranzo di quest'uomo?".
Rimango ferma a fissarlo, la cartaccia stretta in pugno.
Lui non si scompone minimamente, continua a mangiare, tranquillo e con una certa soddisfazione, quello che immagino sia pizza topping, meno la pizza.
Questa devo dirla a Maria.
A Maria dalle bianche LA Gear e dall'uniforme da cameriera color rosa Pepto Bismol. Maria dall'acconciatura Joan Cusackacchiana in "Una donna in carriera".
Maria bella che non ricorda quasi più l'italiano e che con i quarti di dollaro delle mance mi compra le cards di Batman Returns al distributore automatico (perchè sa che ho una cotta per Michelle Pfeiffer, anche se Micheal Keaton "è così bell'omo.."..e vabbè, sò gusti..)

A Maria questo interesserà. Maria raccoglie storie di ordinaria follia. Lei dice sempre che "New York è il manicomio del mondo", se c'è un matto sta sicura che è passato di qui. Te lo dice sorridendo, mentre ti piazza davanti un bicchiere d'acqua con 6 etti di ghiaccio dentro, al bancone di una tavola calda che non rivedò mai più perchè nel frattempo sarà diventato un altro Starbucks..
Me ne sto là, la carta dell'hot dog ancora in mano, a fissare un bibitone d'acqua che non ho nemmeno ordinato.

"Maria, perchè porti sempre l'acqua anche a chi non te la chiede?"
Inchioda, fa dietrofront, mi squadra, il piatto di french toast e uova strapazzate fumanti sospeso a mezz'aria.
"Kiddo, ti lamenti di una cosa gratis?"
Perchè non sai che fuochi artificiali mi combinerebbe nello stomaco una volta impattato con l'hot dog di poco prima, questo mezzo litro di ghiaccio distribuito gratuitamente e democraticamente.

Il trucco dev'essere qui, da qualche parte, nascosto nelle pieghe di questo momento, il significato stesso di questa società, di questo paese che non capisco.
Ma cosa ne so, ho solo 12 anni e queste sono le mie ultime ore nel culo del manicomio del mondo.
Faccio spallucce, non rispondo, guardo ancora il mio piccolo iceberg galleggiante.

E non so perchè, ma non le racconto niente. Della signora triceratopo di Little Italy che preferisce rischiare la vita piuttosto che farsi fregare dalla grande Madre Cina. Del nero e del suo pranzo. Dei miei silenziosi addii.
Anche questo, è un addio.
Ma non dico niente.
Mi trovo sotto il naso un quarto di dollaro.
"Vai tu, c'ho da fare.." Lo dice come un rimprovero, ma mi fa l'occhiolino, mentre si gira a prendere sei ordinazioni con una mano sola.
Scivolo dallo sgabello, raggiungo il distributore vicino alla porta, vado con la routine: inserisci, gira l'argano medievale, aspetta il CRACK della macchina, ritira le tue 6 card, che escono sempre a testa in giù.
Volto la prima, ed è Michelle Pfeiffer vestita da donna gatto.
Cazzo che culo.

Sono passati 13 anni e quella card ce l'ho ancora.
Ogni tanto pernso a Maria, al fumo dei tombini, alla senape.
Ma non so perchè.

8 comments:

Opi said...

Ti adoro posso dirlo? Ti leggo da molto ma non ho mai lasciato un commento ma su questo post non potevo farne a meno. Forse perchè in parte delle cose che hai scritto le ho sentite anche io. O forse "Non so perchè".

Nerwen said...

@Opi: grazie, davvero. (mii, abbiamo anche lo stesso template!! ;))

Manuela said...

Veramente è diverso, o mia piccola niubba :P

Opi, piano con le adorazioni che a spezzarti le braccine non ci metto niente. gh :D

Opi said...

ahahah non preoccuparti :) Era adorazione platonica!

Nerwen said...

che bel mastino che ho...*_*
Vabbe', dai, cambia poco, la struttura è quella...che mastino pignolo...u_u;

rossogiuda said...

Ecco, il dubbio l'avevo. Ora ne ho anche la certezza.
Mi resta soltanto da chiedermi, e da chiederti: perchè una delle scrittrici più brave che mi sia mai capitato di leggere - e ne ho lette, cazzo..- si occupa di 'sicurezza' ?

Comunque un piccolo, meraviglioso gioiello, incastonato con classe per di più.
Grazie per avercelo regalato.

Manuela said...

bimba, bimba guarda!! lui complimento!! lui detto che tu scrittrice!! speriamo che almeno a lui je dai retta visto che quando te lo dico io... tzè :P

Nerwen said...

@Alfiero: grazie a te, del tempo che mi dedichi. Me lo domando spesso anche io, il xkè del mio lavoro..per ora mi concentro sul desistere dal compiere una strage in ufficio, quando ne vengo a capo cambio lavoro, promesso.

@Amore mio: tu sei innamorata di me. I tuoi complimenti non valgono mai...o valgono doppio, dipende a chi lo chiedi, al mio cuore o al mio cervello. Pciù.