Wednesday, October 26, 2005

C'è orgoglio e orgoglio.

La ridente West Coast americana sforna di nuovo il suo miracolo, il suo American Dream.
Incarnato stavolta da due deliziose gemelline di 13 anni, biondine e carine, tutte occhioni e lentiggini.

Sono le Prussian Blue, ovvero Lynx e Lamb Gaede, di Bakersfield, California.
Le giovani star, con il loro primo fantstico album "Fragments of the future", hanno raccolto un bel migliaio di fan accaniti, soprattutto grazie a canzoni come "Sacrifice", dedicata a quel sant'uomo di Rudolf Hess.
Si, perchè le dolci bambine zuccherine sono orgogliose della loro discendenza germanica, e con orgoglio dedicano tutta la loro carriera artistica alla propaganda dei valori puri della razza bianca, contro "questa grande confusione etnica che c'è adesso".
Sono orgogliose del babbo mandriano che marchia a fuoco le vacche con la svastica.
Orgogliose della marca d'abbigliamento di cui sono testimonial, la Aryan Wear Inc.(che vende magliette tipo questa, allegramente linka a siti neonazisti sparsi un po' ovunque nel mondo e sostiene, tra l'altro, che non vale la pena mandare a morire i loro 'figli bianchi' per dei 'negros' incivili, come per esempio i Kenyani che, a causa dell'analfabetizzazione della maggioranza del paese, in un prossimo referendum sono chiamati a votare tra un arancia e una banana, che indicano in modo semplificato, il No e il Si. Non so se rendo il tono del sito che mi rifiuto di linkare..)
E orgogliose della cara mamma, che cura il loro blog (hanno eliminato i commenti dal blog dicendo che venivano sommersi di insulti..chissà come mai..)

Quanto orgoglio.

Cos'altro augurare a queste due dolci, orgogliose bambine all'inizio di una sfavillante carriera, se non: 'crepate, poracce'?


Le sorelle Gaede.

A parte il fatto che se mi chiamassi LINCE o AGNELLO mi scaverei un buco sotto le Montagne Rocciose e sparirei dalla faccia del pianeta (ma solo dopo aver squartato i miei genitori e tutti i dipendenti dell'ufficio anagrafe per aver permesso un simile abuso..)

Spero solo che la signora Rosa Parks se ne sia andata con un altro tipo di orgoglio.
Spero che l'altra notte si sia spenta serenamente nel suo letto nella sua casetta di Detroit, alla veneranda età di 92 anni, senza sapere niente di puttanelle nazional-neo-nazi dell'assolata California.
Spero che abbia chiuso gli occhi senza un rimpianto per la metà della vita passata a ricamare per i suoi padroni, o per l'altra metà che ha passato a fare da icona per un mondo migliore, lei e il maledetto bus dal quale non volle schiodare le chiappe.
"La donna che ha cambiato una nazione". Nonostante tutto, nonostante il resto del mondo e nonostante questi piccoli rigurgiti biondini e coccolini che indossano Hitler come fosse Winnie the Pooh..

Spero che la signora Parks nella sua prossima vita rinasca, chessò? Puma. O grizzly.
E che magari un giorno, verso ora di pranzo, si trovi a passare per Bakersfield, California.
Con una voglia irrefrenabile di pura carne ariana.


Rosa Parks. (1913-2005)

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