Thursday, March 31, 2005

Nella tana della Pianta Grassa

Scusate l'interruzione del blog, ho avuto un MINUSCOLO problema, mi si è sfanculato il portatile. Grazie alla mia super ragazza e allo sforzo congiunto di molti preziosi amici ho un nuovo pc e ho recuperato quasi tutti i dati.
Recuperiamo il tempo perduto, va..

FEBBRAIO

Me lo sentivo stamattina.
Il fatto che il mio orologio biologico fosse completamente impazzito facendomi svegliare, sudaticcia e disorentiata, alle 5:20 am, sarebbe dovuto bastare come avvertimento.
Il fatto che nonostante io abbia seguito le frecce x lo scambio di linea in metropolitana e mi sia lo stesso ritrovata nella direzione sbagliata, avrebbe dovuto essere un monito sufficiente.
Sarebbe bastato l'essermi resa conto di aver preso un maglione della divisa di ALMENO una taglia piu' piccola per farmi desistere dall'oscuro proposito di andare a lavorare.
E invece no.

La bambolina che dovrebbe spiegarmi le meraviglie della nuova postazione in realta' non sa una mazza. La Piccola Bambi in divisa, tremando e ridacchiando come una tredicenne in calore, mi spiega le procedure a random.
La vena sulla tempia mi pulsa insistentemente. Mi chiedo se sia l'avvisaglia di un imminente ictus o l'impulso omicida che si risveglia inesorabile.
La postazione è in un seminterrato gelido e umido dalle pareti in mattoni a nudo, un maleodorante bugigattolo tappezzato di fotocopie di album dei Prophilax (noto gruppo demenziale romano), successi come "Warriors of the Chiavika" o "Il Signore delle Fogne", contenenti hits come "Fuori dalle palle", "Dora daccela ancora" e "Alice nel Paese dei Cazzi".
La vena continua a gonfiarsi, e tutto mi è chiaro: qui c'è lo zampino della Pianta Grassa.

Dicesi "Pianta Grassa": un collega di tal ottusità (e, ultimamente, di tal panzetta) che parlargli è come conversare con una pianta grassa.
Età apparente: 28 anni. Età effetiva: 5 anni. Non compiuti.
Un demente imbolsito, goffo e dal taglio di caplli improbabile, alto 1,80 e sovrappeso. Brrrr....

Continuo ad osservare, desiderando ardentemente una boccetta di Nonoxydon 9 dei CSI per esaminare le sospette macchie sull'arredamento...Noto un'altra parete trasformata in altare votivo della musica trash, corredato di fotocopie in b/n dei dischi dei Pizza e Fichi (meno noto gruppo demenziale romano), autori di perle indimenticabili come "Naka-gata", che contiene brani quali "Atac di merda" e "Sweet home San Buceto".


Capolavori del terzo millennio...

Si, decisamente questa è la tana della Pianta Grassa. (musica drammatica)

Sul vetro è appiccicato un brandello di locandina di Kill Bill, quella col foglio di block notes infilzato da una katana. Sul foglio si legge Death list SIX: 1 O-Ren Ishii, 2 Vernita Green, 3 Budd, 4 Elle Driver, 5 Bill, 6 Berlusconi.
Rimango in contemplazione dell'esecuzione davvero magistrale del ritocco mentre mi sento in uno di quei film con il vigilante panzone che mangia hot dogs davanti a una partita degli Yankees invece di sorvegliare.

Chiamo il mio capo. Per venire a sostituire non so chi qui hanno dovuto sostituire ME, mandando un'altra poraccia al mio posto. E io voglio sapere il PERCHE' di queste acrobazie. Non potevano mandare la poraccia direttamente qui?!
Il capo dormiva. Io lavoro da 2 ore e quello dorme. Con la voce ancora impastata mi assicura che provvederà a cambiare le cose. Sure, fine, whatever.

Cerco di distrarmi un pò e mi guardo ancora attorno: riviste di motori, una radio (Durga l'onnipotente sia ringraziata..), una stufa seminuova, una rivista porno dal bizzarro nome di "Capricieuses", una corda annodata come un cappio da impiccato, una scatola vuota di Maalox.
La vena sulla tempia minaccia di esplodere.

Dò un'occhiata al registro visitatori, secondo il quale alle ore 12 di venerdì 18 febbraio è entrato nel palazzo un certo "Frà cazzo da Velletri", uscito 2 ore dopo.
Al vetro del gabbiotto è attaccato uno sticker che recita: "IRRIDUCIBILI, mandati da dio per rovinarvi la vita", accanto a una figurina di Hitler.
La presenza del cactus semovente permea questo luogo.
La solita vena pulsa ad un ritmo indiavolato che manco al Carnevale di Rio.

Bambi mi manda cappuccino e cornetto, tramite sua mamma, che guarda un pò lavora qui dentro.
Oddio, la mamma di Bambi. Mi aspetto da un momento all'altro che una pallottola di fucile le fracassi il cranio.
La signora, invece, consegna i viveri, sorride e si allontana incolume.
Cara, dolce Bambi. Davvero non sai quanto questo tuo gesto mi abbia salvato la vita. E magari sarai felice di sapere che nessun cacciatore ha fatto fuori tua mamma.

Ovviamente il posto che, secondo il mio capo, doveva essere "tranquillo e riposante", si rivela piuttosto in fretta un via vai di gente degno del bazaar del Cairo.
Ad un tratto realizzo che alle mie spalle non ho un armadietto, ma un cassone che nasconde i tubi di scarico dell'acqua.
Alla terza scrosciata dai piani superiori devo andare disperatamente in bagno.

Mentre sbircio l'archivio fax inviati dei colleghi (Io sotoscritto Pinco Pallino se è possibile avere 3 giorni di permesso. Il giorno lunedì, martedì, mercoledì. Geniale.) arriva finalmente la Pianta Grassa a darmi il cambio.
Invece di sbrigarsi annuncia che prima si deve "annà a pijà er caffé..".
Lo mollo lì e, sotto la pioggia, mi scapicollo a dare il cambio alla poraccia che mi sostituiva al mio solito posto.
Concludere quest'incubo nel mio queendom non è sta gran consolazione, ma almeno posso andare dritta dalla mia ragazza, che almeno ha bisogno di me cazzo, e che non mi fa sentire come un'inutile ombra annoiata.

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