Wednesday, December 28, 2005

Butch a chi?

Il prossimo che mi dice che sono una butch inside lo frantumo..

Tsk, ma se ho persino il lettore mp3 intonato allo zaino?!



Sono proprio la più fashion, non capite niente...

Sunday, December 25, 2005

Aaaargh!

Per Natale stavo per regalarmi un bell'infarto..
Ho visto Tori Amos in un negozio, a tradimento:

Friday, December 23, 2005

ZZzzz..

Di solito io e il mio orologio biologico abbiamo un buon rapporto.
Lui non sporca, non si lamenta, non chiede le ferie, generalmente non lo sento proprio, si fa i fatti suoi e io non lo disturbo.
Su un'unica cosa mi da da pensare: i cicli di sonno/veglia.
Ecco, su quello abbiamo ancora qualche difficoltà.
Perchè io Dormo.
Ma no 'dormo' e basta, no no: io DORMO.

Io casco di sonno, io pendo, muoio, crepo di sonno. Sempre.
Se mi lasciate in pace, il cane è sceso e le tende sono tirate mi faccio anche 14 ore filate. E mi sveglio ancora stanca.
Se mi siedo in treno/aereo/traghetto/macchina e il viaggio dura più di due ore, è matematico che mi addormento.
Sdraiarmi su qualsivoglia superficie piana è fatale.
La mattina comincio a connettere verso le 11 a.m (tipo risveglio post-canna: 'come cazzo ci sono arrivata a lavoro?!?'), verso l'una mangio, quindi abbiocco post-pranzo. La cicagna persiste almeno fino alle 4, nonostante endovena di caffè a ripetizione. Dopodichè abbiocco parte seconda, che ha una durata minima di 5 ore. Vado a letto che sembra abbia scavato tutto il giorno in miniera.

Ditemi voi se è normale, se è possibile essere così schiava del letto.

Ho provato vitamine, ricostituenti, integratori..

La mia ragazza mi odia perchè appena metto la testa sul cuscino vado in coma (ammetto che questo ammazza un pò la passione..) mentre lei se non sta al buio e al silenzio non chiude occhio (l'ultima volta in volo per la Nuova Zelanda non ha dormito per 30 ore.) e poi ci vogliono i cannoni di Navarone per svegliarmi il giorno dopo (come minimo 6/7 chiamate ripetute per penetrare il mio sonno r.e.m...), le mie amiche mi compatiscono (neanche tanto velatamente..non capivano come si può fare sega a scuola e poi NON svegliarsi alle 6 per andare al mare. Si può, si può, basta non mettere la sveglia e fare la vaga. Lo stesso discorso si applica oggi come allora.), il mio capo si incazza ('Pronto? si boss, sono io..come sarebbe a dire sono le 10 e non sono ancora a lavoro? impossibile, guardi bene, devo essere lì da qualche parte..') e il mio cane ha imparato ad usare il water, il sabato e la domenica, visto che non può fare affidamento su di me nel modo più assoluto..

Non c'è scampo, sono condannata. Se qualcuno ha il rimedio, che me lo faccia sapere.

Nel frattempo farò ancora la vaga, il mio orologio biologico continuerà a ticchettare fino alle paturnie di maternità post-30-anni e io continuerò ad essere incatenata al letto.

E ora buonanotte, che s'è anche fatta una certa e domani, maremma slovena, finalmente si dorme.

Tuesday, December 20, 2005

L'amore è una scatola di Tikka Masala.

Natale è stato inventato per vedere chi davvero tiene in pugno il tuo cuore.

Ho passato frotte di zie convinte che una ragazzina di 13 anni necessiti ASSOLUTAMENTE di una sottoveste di raso bianco, di padrini sicuri che io mi trucchi nei colori di un pappagallo Ara e che quindi abbia bisogno di trousse smontabili tipo Lego del peso netto di 6 kg.

Vicini di casa orgogliosi di presentare telefoni cordless rosa con i tasti tagliati come gemme incastonate. Ogni taso una pietra diversa.

Amiche certe che il mio desiderio più grande sia ricevere una tazza da latte per la colazione (io non bevo latte) o campanellini da appendere in veranda che suonano al vento (non ho la veranda) o un set da bagno a forma di gaudenti porcellini rosa comprensivo di porta-spazzolone da cesso (mia madre ha rischiato un attacco alle coronarie quando li ha visti, ho un solo bagno).
Tutti regali apprezzatissimi, per carità.

Finchè non arriva una persona. E questa persona ti fa si il regalo che ti serve (zaino nuovo..shhh, zitti che quello vecchio ancora non sa niente e ci potrebbe restare male, vabbè che cade a pezzi ma è sensibile...porello..), ma ti fa anche regali improvvisi, di quelli che quando ti ritrovi il pacchetto tra le mani rimani come una fessa e il cervello ti va in overdrive xkè hai vagamente presente che è previsto uno scartamento di pacchi, ma è quasi certamente il giorno sbagliato..

Così ti ritrovi con la faccia da ebete, un insensato sorriso e con due confezioni di cibo indiano incartate con i Forever Friends, e sai, SAI, di aver scelto bene la persona che stringe il tuo cuore.

Grazie, Bimba.

Saturday, December 17, 2005

Per Maria

C'era una volta una bambina di nome Maria.
Una bimba grassottella, bruttina, scura come una scheggia di ossidiana, insicura, capricciosa, intelligentissima, nata un freddo giorno di dicembre del 1923.
Sua sorella maggiore Jackie è alta e bella, non brillante, nessun talento, ma è l'orgoglio e la speranza della mamma. L'opposto di Maria.
Papà invece fa il farmacista, un uomo tranquillo, poche idee ma chiare. Non ha mai capito il rifiuto che sua moglie prova per Maria, colpevole non di essere nata per sostituire un fratellino morto di tisi a 3 anni, ma di essere nata femmina.
Non sanno nemmeno quando è nata di preciso, la piccola Maria..la madre non l'ha voluta guardare per tre giorni dopo il parto, il padre si è scordato di registrarla all'anagrafe. Il certificato dice 6 dicembre, ma probabilmente era il 3, o il 4.
Maria è un esserino insignificante che gira per la 5th Avenue, a New York City, una figli di immagrati come tanti altre.
Ma lei non era come le altre. Lei era speciale.
Nessuno poteva fermarla.

Non un incidente a 5 anni che la manda in coma per 20 giorni, una macchina impazzita se la porta via e poi più nulla, fino al risveglio, ed è ancora viva, nonostante tutto.
Non la mamma che la usa come fenomeno da baraccone per raccattare qualche soldo ma le fa fare la fame.
Non la guerra, in Europa, a cui va incontro e dalla quale riceve solo altra miseria.
Non il matrimonio, cristallizato e immobile, con un uomo più grande.
Non la passione bruciante e assoluta per un altro uomo, potente, sposato, ammaliante, che lo ingannerà come la inganneranno tutti.
Non gli stenti, le diete massacranti, un bambino che non sopravviverà e di cui nessuno vorrà più parlare.
Non la disperazione, i tranquillanti e gli antidepressivi. Non la miopia che la rendeva quasi cieca.
Non gli errori, i capricci, i malori, le crisi isteriche, il perfezionismo esasperato.
Non il sacrificio di una vita intera dedicata al lavoro, non il successo cercato, voluto, preteso, con i denti e con gli artigli.

Per questo ha lottato, per questo ha rinunciato a tutta se stessa per avere in cambio il mondo, per questo ha tanto sofferto: per il canto.
La sua voce e il suo carattere, fragile ma inamovibile, hanno lasciato il nome di quella bambina grassoccia inchiodato, per sempre, alla Storia.
Si chiamava Maria Anna Sophie Cecilia Kalogeropoulos.
Ma per il mondo era Maria Callas, la Divina.



La Callas era la sua voce, era quello che cantava. Era quell'IO gridato a gran voce, che era il suo motto e al quale aveva votato tutta l'esistenza. Ma che l'avrebbe schiacciata, schiava per sempre.
Aveva stordito il pianeta, con quella voce, stordendo però anche se stessa.
Dopo di lei Carmen, Lucia, Mimì, Cio-cio-san, Aida e Tosca non sono state più le stesse.
Anche per un semplice e imprevedibile fatto: non era solo una soprano, era anche una straordinaria attrice.

La sua voce era impostata e artefatta, niente a che vedere con il cristallo della Tebaldi, collega ed eterna rivale (ma per Maria lei e la Tebaldi erano come "lo champagne e la Coca-Cola". Indovinate chi era lo champagne..), o come la Freni, o la Simionato.
Ma quando era Medea era il furore di tutte le donne tradite. Quando era Tosca e si gettava dai bastioni di Castel Sant'Angelo era il dolore di tutte le donne disperate e innamorate. Quando Maria cantava la Violetta morente nel III ato de La Traviata, "or tutto, tutto finì..", sembrava morire un pò anche lei.
Troppa vita dentro, come dice Baricco, e le moriva in gola.

Alla fine ci ha lasciati davvero, il 16 settembre 1977, 54 anni non compiuti, in modo misterioso ed inespugnabile, nella morte come lo era stata in vita. Attacco cardiaco, dice il referto. Dolore, dicevano gli amici.
La Simionato, tra le lacrime, racconta che poco prima della scomparsa, Maria, tenendole le mani, le disse: "Ricordati: Maria ha cominciato a morire il giorno in cui ha lasciato la musica."
Chissà.



Di lei ci restano una specie di biglietto d'addio con le parole del suicidio de "La Gioconda", tante foto in bianco e nero cariche di eyeliner e vestiti Dior, una Medea pasoliniana folgorante, un paio di regie di Zeffirelli, gioielli da mettere in teche, una lapide commemorativa al Pére Lachaise di Parigi perchè le sue ceneri sono sparse nell'Egeo, qualche filmato triste solitario y final di lei invecchiata, spiritosa, intensa e stanca, dove canta un pezzo, applausi da ogni dove, volta lo sguardo verso le quinte con la faccia tesa di un chirurgo all'uscita dalla sala operatoria dopo un intervento di 6 ore finito male, scuote impercettibilmente la testa, occhi che rimproverano non si sa chi, ma in realtà sta scudisciando se stessa, il tutto dura due secondi, si gira verso l'audience e sorride maestosa, applausi, va tutto bene, lei è sempre la Callas.

Ci rimangono le incisioni, di quella voce.
E qualche leggenda, un presupposto verme solitario qui, una frase memorabile lì, qualche isterismo..
Ai grandi non è concesso di morire e basta.
Benjamin diceva che la gente si appassiona alle disgrazie dei re perchè quando cadono, cadono dall'alto, e fanno più rumore.
Il suo fu un boato di un'imperatrice.

'Cara, sublime, sublime vittima
d'un disperato amore'
(La Traviata)

Non capisco la 'corsa alla Callas' avvenuta lo scorso mese. Non era l'anniversario della morte, non era niente e basta.
La pubblicità della Rai alla velina partenopea di Celentano ha scatenato miniserie, scenggiati, film, articoli su quotidiani e riviste, dovumentari vecchi di anni.
Io ho voluto aspettare dicembre, il mese in cui è nata, per ricordare la mia Callas. Per dirle che ho smesso di avercela con lei per essere morta 3 anni prima della mia nascita, senza aspettarmi.
Voglio ricordarla ora per motivi miei, piuttosto che farlo sulla scia di una napoletana poco somigliante che canta con la voce di una che con la Callas non c'entra una mazza.

Andio sas, Maria, khairete.

Thursday, December 15, 2005

Rize

Guardate RIZE, di David Lachapelle. Guardatelo bene, guardate cosa sanno fare quei ragazzi.

Se vivessi in un posto dove il giorno prima portano tua madre in galera per droga e il giorno dopo sparano a tuo fratello a scuola, vorrei poter bruciare la mia vita spaccandomi il bacino ballando, acclamata da tutta la Los Angeles di cui la gente normale ha paura.

Se potessi scegliere vorrei trovare un Tommy the Clown che salvi anche me dalla strada, dicendomi che ho qualcosa da dare, che posso vincere anche senza una pistola in mano e senza nemmeno sfiorare l'avversario.

Se mio nonno mi avesse sparato ad un braccio tentando di uccidere mia madre e mio fratello neonato vorrei saper pescare la forza per essere comunque il migliore senza ammazzarmi di crack.

Il sangue stesso che mi scorre nelle vene mi farebbe sentire da dove vengo, il mio sudore, e il bianco dei miei occhi e i colori che porto sulla faccia, e trovate le mie radici, dalla terra, sorgerei.

Tuesday, December 13, 2005

Azz...

Cioè, mi state dicendo che una donna pakistana di 40 anni è stata trovata VIVA sotto le macerie del terremoto che ha devastato il Kashmir e ammazzato 73mila persone, dopo più di due mesi di buio, paura, disperazione, cibo avariato e acqua piovana?

La prossima volta che mi lamento per un mal di testa o perchè mi si sono inzaccherate le scarpe mi prendo a calci nel culo da sola.

Promesso.

Monday, December 12, 2005

Addio Pat.

Ho scoperto che Mr Morita è morto il mese scorso alla nobile età di 73 anni.
Sono affranta.
Om mani padme hung, signor Miyagi.

Saturday, December 10, 2005

3 giorni di fuoco

Quando abbiamo casa libera per 3 giorni, di solito li passiamo sdraiate a letto, io e l'amore mio.
Quando stiamo sdraiate a letto per tre giorni di solito ci alziamo solo per mangiare, per impellenti bisogni fisiologici (nostri o del cane), prendere un dvd o in caso d'incendio (della casa o del cane). Priorità NON necessariamente in questo ordine.
Quando non ci alziamo per tre giorni tendiamo a guardare in tv, esauste e felici, qualunque vaccata possibile e immaginabile.

Quando guardi vaccate per tre giorni filati non ti accorgi nemmeno che intorno a te si fa la Storia e ti sta passando Victoria Cabello con la Fiaccola Olimpica sotto casa.

Quando sei sdraiata da tre giorni, fuori fa un freddo lama e sotto le coperte c'è il sahara con tutta l'oasi e i cammelli nonchè un intreccio di gambe/braccia/intimo da sembrare la vetrina di Yamamay, capita di vedere E! Entertainment Television.

E quando guardi E! Entertainment Television, tapis roulant del trash più glamour, capita di guardare per ore uno speciale su quanto guadagna/ha guadagnato Madonna, ovvero cifre pari al prodotto interno lordo della Turchia e al debito estero di almeno 6 diverse nazioni africane e un paio dell'Asia subtropicale.

Sò cose che fanno pensare. Anche in coma vigile nel letto.
Soprattutto dopo che l'abbiamo vista in mondo visione dimenarsi sul palco del Live 8.
Il tempo di tornare in coma e già l'ho già rimosso, ma nel frattempo, ci penso su.

Tuesday, November 29, 2005

L come...

Uno fa tanto per rimanere obiettiva, per restare distaccata. Per giudicare con cognizione di causa. E invece eccomi qui: manca poco più di un mese all'inizio della terza stagione di The L Word, e io sto fremendo.

Nonostante le mille cagate sparate da sto telefilm, l'impossibilità materiale di racchiudere in una città (per non dire in un quartiere) un tale numero di gnocche stratosferiche, per di più lesbiche (già il fatto stesso che Jennifer Beals stia lì a far l'amore con una donna costituisce, per me che a 10 anni me la sognava di notte, un motivo di meraviglia costante). Nonostante l'aria evidentemente contaminata di Los Angeles (aò, chiunque viene in contatto con queste diventa lesbica. Se non lo sei lo diventi, se già lo sei lo diventi di più.Anche gli uomni. Lesbici, subito.) Nonostante il lieve segamento di nervi che produce la recitazione di alcune delle suddette gnocche e malgrado la pesante orticaria provocata da certi personaggi, creati solo per essere sbattuti ripetutamente contro lo spigolo più duro, all'urlo sfrenato di 'muori, maledetta piagnona!'.

Gli spoliers mi hanno lasciato perplessa, come tutto il telefilm, del resto..ma i gossip dal set sono stati ancora peggio.
Una mazzata distruttiva micidiale e totale.
Mi rifiuto di divulgarli, non ce la faccio.
Proprio adesso che le cose tra Carmen e Shane cominciavano a girare per il verso giusto..

Che devo dire, sarà pure una marea ondosa di stronzate, ma ho un debole per le belle ragazze che si amano...

Wednesday, November 23, 2005

Vipregovipregoviprego?

20minuti a cercare un giornale con gli orari del cinema.

15 ore a decidere che film vedere.

Vari eoni sui mezzi per raggiungere il Warner in centro.

Attimo di lieve sbandamento all'uscita della metro: roadies avvinghiati tipo koala a imponenti impalcature corredate da luminarie da 81 milioni di volts.

Altro breve attimo di sbandamento dinnanzi al tappeto rosso e al pannellamento selvaggio intorno all'ingresso del cinema, raffiguranti principalmente pagine di diario scritte (evidentemente) da un bambino dislessico e con gravi problemi logopedici, immaginette di improbabili manga giapponesi e gigantografie di candide manilabbraspallemento di tale Melissa P.

Un nanosecondo per controllare il pannello: si, alla sala 4 lampeggia il film prescelto.

4 secondi virgola 3 per dire la seguente frase: "Ciao, mi dai due biglietti per Zorro, grazie?"

Un'eternità di silenzio dopo aver ricevuto la frase: "Non c'è Zorro oggi, c'è la prima di Melissa P. e ci hanno bloccato la sala..sai, non lo sapevamo..."

Non lo sapevamo. Una prima nazionale e tu non lo sai. Ti si presentano culturisti incazzati con cavi e fari da illuminare il traforo del Gran Sasso e tu? Gli hai offerto il cappuccino? Pensavi fossero le nuove maschere?

Ma me lo fate vedere un cazzo di film, con i miei cazzi di pop corn da 4 euri in braccio e la mia cazzo di Coca da due litri in borsa? (Pepsi devi morire)

Ora: io ho rinunciato a HP4 (3/4 d'ora di svenimento alla frase di Bunny: "Schifa, ci vieni alla prima di Harry con me?") per evitare calca/folla/ragazzini/rutti/sgranocchiamenti/grattamenti/schiamazzi e quant'altro, riducendo Manu a prenotare due posti al Barberini per sabato mattina..

Me lo fate vedere in pace? Vi prego?

Saturday, November 19, 2005

Thursday, November 17, 2005

Schegge

Che poi non è che io sia una persona logica, ma così logica, una di quelle che aprono gli occhietti cisposi la mattina e la prima cosa che hanno da dire è tò, guarda: ho visto un granello di caos. Aspetta solo un attimo che mi suicido.
No, mi reputo abbastanza fuori di testa da sopportare il mondo nella sua totalità. Più varie ed eventuali che mi si ripresentano come le melanzane a cena, anestetizzante ritmicità, costante certezza. Assurdità che non comprendo, si certo vabbè: ma con precisione per favore, un pò di precisione. Costanzo la domenica. Jane Fonda che ringiovanisce. La propaganda cinese. Il 740. Gente che balla all'improvviso nei film indiani. Tanfo di morte dopo che mio fratello è stato in bagno.

Però il mondo a quanto pare non si traccia col goniometro e non si tiene a bada nè a frustate, nè a bastonate e nè a colpi di carota sul groppone.

Ogni tanto una scheggia di follia si divora i chilometri, sparata a velocità pazzesca lungo una linea ubriaca e vagamente singhiozzante, oppure arriva lenta dopo anni - che je frega, tanto è follia - ma leeeeenta e silenziosa, soprattutto subdola e silenziosa, e ti si pianta dritta in mezzo agli occhi. Tu magari sei a cena e continui a ruminare polpette e purè, i tuoi neuroni vanno a farsi una vacanza mentre guardi ER, e intanto quelle stronzette, ben piantate nelle tue arcate occipitali frontali, si insinuano divincolandosi. Spermatozoi del grottesco. E io l'ovulo dell'ordine cosmico mascherato da caos organizzato.
E a te va di traverso una polpetta.
Polpetta metaforica, s'intende.

Può essere una cazzata o una cosa enorme che neanche riesci a pensarla figuriamoci dirla ad alta voce. Ma nell'attimo in cui arriva ti rendi conto che già ti eri scordata di quella precedente, che già sei ritornata nel tuo piccolo mondo ordinato, routine e cadenze ritmate da metronomo dell'esistere. Lei, la scheggia, arriva, si pianta, e tu smetti di ruminare e tutta presa dalla grande scoperta, anche vagamente compiaciuta, ti dici: Ma che cazzo. What the hell, solo in italico. Da immaginare un pò sospeso, un suono incredulo che ha dimenticato cosa voleva essere dopo la O: Maccheccazzo...

E già mentre lo stai dicendo, e ti chiedi perchè sta succedendo quella cosa, e ti arrabbatti per cercare una pur piccola spiegazione logica, quella è andata, via, dimenticata.
Fino alla prossima.

Ho una mezza idea di cominciare a collezionarle. Frammenti di assurdità. Non roba poetica alla Baricco, tipo uomini che dipingono il mare col mare, o comprano locomotive in un posto senza rotaie, o immaginano palazzi di cristallo/circuiti automobilistici quando ancora non esistono/incontri di box/western/enciclopedie dei limiti in natura/preghiere strambe (perchè non ci stanno santi, quello scrive poesia e gli dicono che sono libri 'a tavolino' diobono, tutta i libri del mondo dovrebbero essere scritti a quel tavolino..), no, niente del genere.
Cazzate.
Enormità.
Orrori.
Meraviglie.

Un bruco che mi cammina sul soffitto. Un bruchino da niente, nemmeno un bruco come si deve, che, semplicemente, mi cammina sul soffitto, a testaingiù. A Cinecittà. Roma. Lontano chilometri da meli e giardini. Un bruco.
Macheccazzo..

Thursday, November 10, 2005

Confesso.

Va bene, vuoto il sacco...Io da piccola non avevo intenzione di fare la biologa, la ballerina o l'infermiera, da grande..no, non me ne fregava un cazzo. Io per me sognavo tutt'altro futuro, tutt'altra storia...

Avrei voluto essere una bambina prodigio
.
Troppo intelligente per perdere i miei preziosi neuroni con sciocche tabelline e verbi irregolari, e spedita subito all'università, via sciò, a calci nel culo.
Avrei padroneggiato la meccanica dei quanti e avrei smontato reattori nucleari nel tempo libero, mangiando una Girella.
Probabilmente la mia vena creativa si sarebbe espressa in copie quasi perfette di opere di Van Gogh e in splendide sinfonie eseguite con lo Stradivari che il rettore di Harvard mi avrebbe regalato all'ottavo compleanno.
Così, a sfregio.
Non mi risulta comunque che esista il balzo scolastico, qui in Italia..ma vabbè..
Non mi resta da fare altro che osservare sbigottita i veri geni, nanerottoli sconcertanti come Yoo-Guen Song, anni 8, spedito di gran carriera all'università di Inha (Sud Corea) per stupire il mondo con equazioni e teoremi.
'tacci sua..

Avrei voluto fare la salva balene.
Nascere in uno di quei posti dove è normale svegliarsi la mattina, insipirare a fondo stiracchiandosi, guardare il mare e trovare 130 cetacei che hanno seguito la loro capitana e sono andati a stramazzare sulla spiaggia.
Poter svegliare tutto il paese e mobilitare anche i trattori per spingerle in mare, prima che annegeghino aspirando acqua dagli sfiatatoi sommersi.
Dedicare la vita a despiaggiare balene mi sembra un bel modo di esistere, a questo mondo..



Avrei voluto essere uno studioso di panda.
Uno di quelli che li osserva tutto il giorno allo Smithsonian Institute di Washington, e quando (se) fanno sesso mettermi a fare il tifo con altri 40 scienziati giunti apposta da ogni parte del mondo.
E poi veder nascere affarini pelosi come Tai Shan ("Montagna pacifica"), alla nascita (luglio '05) delle dimensioni di un rotolo di carta igenica, ad oggi 6 kg abbondanti osservabili anche in webcam (felicitazioni a mamma Mei Xiang e papà Tian Tian).
E sapere che l'estinzione è un passo più lontana.




Avrei voluto lavorare nell'indistruia dei libri.
Passare la vita in mezzo a i libri, averli come sola ragione per vivere. Editore, per esempio. Ma anche edicolante, a sto punto..l'odore della carta, tutti quei libri da leggere GRATIS, copertine da scegliere. La sola idea che pubblicando quel libro cambierai la vita a qualcuno (troppo facile scriverlo, de sti tempi scrivono pure DiCanio e la Spears..è pubblicarli, la genialata..).
Avere un posto di diritto alla Fiera di Francoforte, dove sarei attesa e acclamata grazie alla mia costante diffusione della cultura letteraria nel mondo e l'impegno nell'alfabetizzazione delle popolazioni in via di sviluppo donando valangate di libri gratis a tutte le scuole del pianeta e dddio, quanto sono magnanima...



Vabbè, chiudo, che domani mi devo alzare presto e sostituire quella zoccola della collega...(attimo di perplessità)

Tuesday, November 08, 2005

La moglie ideale

Ci voleva l'emittente radiofonica inglese Gaydar Radio (ma favolosa!) per scoprire, tramite il solito inevitabile sondaggio, che le lesbiche (britanniche, ma io mi azzarderei tranquillamente ad allargare il raggio a tutto il globo. Anzi, facciamo alla galassia.), potendo scegliere, sposerebbero Angelina Jolie.



Ora: non so per gli uomini (pare che il partner ideale per i gay sia risultato Beckham, battendo il gommone Vin Diesel, l'esagitato Robbie Williams e - udite udite! - il baffuto ma sempre piacente Tom Selleck), ma sottoscrivo in pieno.
Per un momento soltanto (lo giuro) mi faccio portavoce lesbico e grido forte: SI, potendo me la sposerei.
Passerei le notti con l'incubo che mi usi per testare l'affilatura dei suoi coltelli o che scriva la lista della spesa col mio sangue, però per lei sopporterei.

Stranamente Angelina ha scalzato l'icona gay per eccellenza (seppure controversa) Jodie Foster, sogno lesbico di migliaia di attiviste lelle che la vorrebbero come portabandiera del movimento glbt (i bookmakers la danno lesbica 10 a 1, puntate siori e siore, puntate...).

La ragione si questo secondo posto, a mio parere, è da ricercare il quell'aria così materna...con quei figli biondini e perfettini di padre incerto ma madre certissima, sempre sorvegliati da questa 'baby-sitter' fin troppo intima con la signora Foster..
Voglio dire, anche Angelina è una pluri-mamma (Zahara Marley è arrivata da poco..) alla prese con pannolini, vasetti, pappette, borotalco e fasi anali (il tutto giostrando contemporaneamente le missioni di pace per l'ONU, Brad Pitt, film e ospitate varie, un padre problematico, due ex mariti e pure la spesa al discount).......
Però, per dire: suo figlio Maddox ha i capelli alla mohawk.



Non so se mi spiego...
Che donna.

Sunday, November 06, 2005

Dal Vietnam con furore.

Ci sono volte in cui l'impermanenza del mondo ti appare cristallina davanti agli occhi.
E ti accorgi che il tuo attaccamento alle cose si è affievolito, non brilla più. C'è sempre, ma è pallido e smorto.

Me ne sono accorta stanotte alle 2.30 quando mi sono tolta la maglia per provare un nuovo acquisto, tutta fremente per il sapore inebriante di un oggetto nuovo e (per me) costoso, con un bel sabato alle spalle, una bella domenica davanti e nessun pensiero al mondo. Tranne il disboscamento delle foreste amazzoniche, lo sterminio delle foche e l'oppressione cinese sul popolo tibetano, ma vabbè, quello è perchè sò malata..
Un tonfo secco, un oggetto che rotola e si ferma ai miei piedi.

Per un momento sono sotto shock, lo guardo senza capire cos'è quell'affare contorto e candido, diviso in due, che mi guarda dal pavimento.

Dopo 3.45 secondi realizzo: è il mio Hei Matau.
L'Hei Matau non è solo un ricordino per turisti, una chincaglieria da riportare a casa a testimonanza di un calvario di 50 ore d'aereo.
Gli hei matau, in osso o giada verde, sono lo spirito stesso dei Maori della Nuova Zelanda.
Ricordano un mito antico di millenni raccontato oralmente di padre in figlio, uniscono con un cordino minuscolo maori, bianchi e ogni altra razza presente in Nuova Zelanda. Tutti lo indossano, anche due o tre per volta. I bambini, le commesse, i poliziotti, le guide turistiche e i manager che corrono per le vie di Auckland.
Li indossavano i grandi capi tribù del passato, le belle donne dalle labbra tatuate..
Un maori deve farti una karakia, una benedizione speciale, per il tuo hei matau, e lui ti proteggerà 'in ogni viaggio sopra l'acqua'.
E io lo sono andata a spaccare in due.

Altri 2 secondi ancora. Disperazione. Furia suicida. Morte e distruzione per il mondo.
Poi passa. E non sento più niente.

Frego l'Attack a mio fratello, lo rimetto insieme, mi provo la maglia (mi sta da dio..), mi cambio e vado a dormire.

Stamattina solito nubifragio del cazzo, solita corsa per non fare tardi alla stazione Termini: oggi torna Mael, se faccio tardi manu mi squarta.
Mael è stato 3 settimane in Vietnam, è appena sceso dall'aereo e deve tornare a Milano. Abbiamo 2 ore e mezza per farci raccontare quello che non si può raccontare.



Il cuore e l'entusiasmo che Mael ha per i suoi viaggi non ha pari, e attraverso i suoi occhi siamo sul delta del Mekong, nei cunicoli scavati dai Viet cong o davanti una scuola superiore di Saigon.
Ci ha portato dei bracciali, piccoli bracciali colorati. Vengono da Sa pa, nel nord del Vietnam, creati dalle varie etnie che convivono nelle zone rurali. Manu ne ha uno dei Red Dao. Il mio è stato creato dai Black H'Mong.



In un attimo l'oggetto diventa tutto quello che Mael ha visto e ha voluto condividere, l'affetto che io e Manu proviamo per lui, l'affinità tra viaggiatori, tra amici.
E allora ho capito.

Il mio Hei Matau sarà spezzato per sempre, ma non per questo rappresenta meno il mio sogno.
Questo bracciale prima o poi cederà, ma non spezzerà i fili che lo legano all'altro capo del mondo e all'altro capo d'Italia.


Grazie Mael san (C)Nerwen

Friday, November 04, 2005

Madonna è dio.

Madonna adottami.



PS: Ma chi gli ha detto che sta minchiata del Kazako faceva ridere? Cos'è, umorismo portoghese?

PPS: Se tutti gli spettacoli delle Pussycat Dolls sono così, incatenatemi al muro del Viper Room..Saranno anche un concentrato di tamarragine, ma la cantante è un bel eyecandy..E sta maledetta sa pure cantare....



PPPS: Credo che Geldof creda davvero, sia davvero convinto, di aver risolto i problemi del mondo. Sarà la grafica dietro di lui piena di omini che si genuflettono, o Madonna che lo presenta come un messia..mah...

PPPPS: Ma checcefrega, sul 6 davano Flashdance....

Wednesday, November 02, 2005

R.I.P.

La linea tra il macabro e il grottesco è molto sottile.
Infinitesimale.

In Messico El dia de los muertos è una festa baccanalesca, gli scheletri sono dolci da mangiare o fantocci da burciare. Si puliscono le tombe e poi si mangia fino a star male, un brindisi alla vita.


In Tibet gli scheletri danzano durante le fiere o vengono dipinti in un eterno coito sulle pareti dei monasteri (o lo erano, prima che fossero distrutti..), ricordando beffardamente che tutto è polvere, tutto è reale e l'opposto di reale.


Qui no. Siamo troppo occupati a prenderci sul serio.

Mentre Woody Allen scopre l'acqua calda ("Invecchiare è orribile. Ti deteriori fisicamente e puoi muori." Buongiorno. Dopo 70 anni di vita, 6 figli adottati e non, una ex moglie gonfia di botox da far paura e una moglie attuale di 35 anni più giovane, caro il mio Woody, un'avvisaglia anche minima dovrai pur averla avuta..), mentr Ruini ha deliri di onnipotenza ("Wojtyla è vicino a noi, come lo sono i parenti e gli amici", perchè lui evidentemente ha la linea diretta col Boss, ha il telefono rosso come Batman, lui SA. Preferivo la Kidman matubiana in The Interpreter, che non nominava i morti.), mentre simpatici studenti inventano un luogo virtuale dove poter commemorare i morti (per chi non ha tempo da perdere al cimitero) e tutta Roma va all'Auditorium per parlare di un poeta/scrittore/regista morto ammazzato 30 anni fa, mentre accade tutto ciò mi si dice che per fare un funerale si spendono svariate migliaia di euro, causa Carobare.

Tra pompe funebri (perchè mi dovrei far vestire, truccare e comporre come un playmobil da uno sbarbatello con infranti sogni artistici??), messa, prete e organista (perchè dovrei pagare il pizzo alla chiesa e far pregare per la mia anima peccatrice, quando non credo nemmeno nell'esistenza dell'anima? E perchè a tempo di musica, poi??), bara e trasporto col carro (mille euro di legno, ottone e raso trapuntato? ma perchè? Così sto più comoda mentre mi faccio divorare dai vermi?), fiori e corone varie (perchè?? Così si toglie la puzza di putrefazione?), partecipazioni e necrologi (ma perchè dovrei avvertire amici e parenti da una pagina de Il Messaggero? Se schiatto e non se ne accorge nessuno devo pure sobbarcarmi IO l'onere di diffondere la lieta novella?) e sepoltura partono tranquillamente 4mila euro. E meno male che a sto punto sarei già schiattata, sennò morivo alla presentazione del conto.



Ma estirpatemi ciò che ancora ho di buono (ho 10/10 di vista, se interessa a qualcuno in cerca di occhi..), bruciatemi e buttatemi da qualche parte, possibilmente non in mare aperto che ho paura.
Magari sotto un albero.
Ma se proprio dovete commemorarmi e ricordarmi, vi lascio qualche bella foto, eh?
Mi fate un simpatico altarino.
Con poco incenso però, che mi da fastidio.

Tuesday, November 01, 2005

Le cose inutili della vita.


Le mucche.
Non quelle che ti guardano indifferenti al passaggio a livello, ruminando margherite. Non quelle attaccate con le mammelle ai tubi risucchiatori della Centrale del Latte.
Intendo le mucche della Cow Parade. Vengono in Italia, precisamente a Firenze, dal 22 ottobre al 20 gennaio.
Cio' significa che per un pò la stazione di Firenze sarà occupata da mucche di plexigas colorato, dipinti a mano da artisti italiani. La Cow Parade ha prodotto oltre 4000 mucche diverse, esponendo in tutto il mondo, senza contare la baby cow parade, con tanti vitellini multicolori.
Il tutto, rivenduto all'asta per un totale di 14 milioni di euro devoluti in beneficenza.
Le ho perse ad Auckland, ma non le ho perse a Dundalk, Irlanda.
E quanto è vero che mi è venuto il mal di gola non me le perderò stavolta, anche se per farlo dovro' andare fino a Firenze.

Gli antistress moderni.
Una volta erano dei palloncini di gommapiuma da strizzare nei momenti d'agitazione, a volte fatti a forma di tetta, altre di cuoricini con su scritto 'occhio, l'infarto è dietro l'angolo'.
Ora ci sono i Dondy.



Dondy non si può tanto spiegare..essenzialmente è un cosetto sorridente seduto su di un prato verde (dove nascono speranze che si chiamano ragazze?) e che non fa altro che dondolare la testa da un lato e dall'altro, sorridendo implacabilmente, sostenuto dalla sola forza solare. Lo si trova blu, rosa o giallo, con attaccato un piccolo dondyno che gli sta abbracciato o svaccato addosso, anch'esso sorridente. Lo guardo e anch'io mi metto a dondolare la capoccia a tempo, sorridendo felice e lobotomizzata. Manu dice che è il figlio di Satana e prima o poi conquisterà il mondo, sorridendo imperterrito in quel modo inquietante. Intanto lei s'è comprata Flip Flap.



Il principio è lo stesso, solo che non è un coso senza sesso e senza razza in tenue nuance pastello, ma è una piantina in un vaso. Due foglie verdi che oscillano a ritmo di non si sa che. C'è anche la versione mini, quella in vaso tondo e la versione pianta grassa. Manu la guarda dondolare ed esclama: "Guarda! è felice!!" perchè ha cambiato ritmo, o oscilla in modo particolarmente vigoroso. Pensa te.
Per chi è più portato allo sfogo della violenza suggerirei Chocker the chicken. Canta un'orrenda canzoncina finchè non lo strangolate. Quindi mentre strabuzza gli occhi canterà più in fretta. Voi strangolatelo ancora. E ancora. E ancora..



Io sono una che opta per il classico nove volte su dieci, quindi dovrei buttarmi sulle care vecchie spade laser. Con tanto di effetti sonori. Niente di meglio che conquistare la galassia, quando ti girano i coglioni.
La ditta produttrice non si ritiene però responsabile in caso l'acquirente dovesse passare al Lato Oscuro, nè se dovesse risultare povero di Midichlorian nel sangue. Siete avvertiti.



Il conglio.
Non si accarezza e non rosicchia carote, il coniglio Nabaztag è uno strana creatura..E' un coniglietto in plastica alto 23 cm che grazie alla tecnologia Wi-Fi fa un sacco di cose fighissime e inutli.
Se lo setti col meteo tutte le mattine una vocina delizosa ti dirà che tempo farà secondo le previsioni.
Se lo setti sull'andamento del Dow Jones brillerò ad intermittenza del colore che preferisci, avvertendoti se il dollaro sale o scende.
Se lo setti su Isoradio ti avverte anche anche degli ingorghi sul Raccordo Anulare.
Se vuoi dormire senza che ti disturbi si mette a dormire finchè vuoi tu.
Ha degli umori independenti da te, fa un pò come gli gira, potrebbe pure farti i dispetti.
Se gli arrivano messaggi te li recita, se arrivano mp3 te li canta. Se ti arriva una mail sul pc arrossisce.
Ti avvisa cantando, parlando, brillando o muovendo le orecchie.
Nel senso che se ne hai due, uno a NYC e uno in Sud Africa, se sposti le orecchie di un giro e mezzo a NY, quello in Sud Africa (che è connesso a lui) farà lo stesso movimento senza che nessuno lo tocchi. Come dire 'Ti penso'. O 'Butta giù la pasta'.
Inutile, ma incantevole. E costa solo 95 euro, un affarone..



Gli adesivi da frigo.
Se il vostro frigo vi intristisce al solo sguardo, tutto ruggine e zozzume vario, correte a comprare gli adesivi mimetici da mucca per frigo.
E il vostro frigo non sarà più lo stesso.



Microbi
.
Per l'ipocondriaco che è in ognuno di noi, degli esserini pelosini che vi aiuteranno a superare la fobia dei bacilli.
Ce n'è per tutti i gusti, dal mal di gola all'influenza, dall'alito cattivo all'Ebola, passando per il mal di stomaco e l'ulcera fino alla Sifilide.
C'è anche il microbo dell'HIV, con il suo bel fiocchetto rosso della lotta all'AIDS.
Il mio preferito rimane ancora quello della Mononucleosi. What can I say, è viola...



Lo scaldatazza.
Chi non beve quantità spropositate di Nescafè non sa quale gioiello abbiano inventato. Io purtroppo sono stata contagiata dal morbo del caffè quando mi trovavo in Inghilterra. Nel giro di un mese bevevo 4 tazze al giorno di nescafè con latte.
Negli ultimi 4 anni ho cercato di smettere, ma a tutt'oggi riesco a limitarmi solo a 4 tazze a settimana.
Mentre aspetto di uscire dal tunnel mi farebbe comodo davvero uno scaldatazza da collegare alla porta USB del pc, quanto mi fa incazzare quando sollevi la tazza e ti accorgi che è diventato un liquidino ghiacciato color acqua sporca...

Friday, October 28, 2005

Trafitta da un raggio di sole

Ho concluso, dopo due ore de' film, che Nicole Kidman è un intenso, fiammante raggio di sole.



E Sean Penn è un bradipo stitico.



Punto.

Thursday, October 27, 2005

Mandare affanculo è rock.

Ma ditemi voi perchè, dovrei stare davanti alla tv a farmi dire vaccate da un sessantenne sfatto che non sa dire due frasi collegate e straparla di politica come scienza sublime e menate su rock e lento, lento e rock, davanti a un pubblico di caproni che annuiscono lobotomizzati felici di sentire le sue opinioni personali e opinabili su gay, sinistra, destra, guerra, il tutto mentre si inchina per farsi inchiappettare meglio dal suo padrone, il Vaticano?
Ma perchè?!

Ma vaffanculo, c'è Scrubs su mtv. Che è mOOOOOOlto meglio.

Pensate con la vostra testa, cazzo. Mondo svegliati.

Wednesday, October 26, 2005

C'è orgoglio e orgoglio.

La ridente West Coast americana sforna di nuovo il suo miracolo, il suo American Dream.
Incarnato stavolta da due deliziose gemelline di 13 anni, biondine e carine, tutte occhioni e lentiggini.

Sono le Prussian Blue, ovvero Lynx e Lamb Gaede, di Bakersfield, California.
Le giovani star, con il loro primo fantstico album "Fragments of the future", hanno raccolto un bel migliaio di fan accaniti, soprattutto grazie a canzoni come "Sacrifice", dedicata a quel sant'uomo di Rudolf Hess.
Si, perchè le dolci bambine zuccherine sono orgogliose della loro discendenza germanica, e con orgoglio dedicano tutta la loro carriera artistica alla propaganda dei valori puri della razza bianca, contro "questa grande confusione etnica che c'è adesso".
Sono orgogliose del babbo mandriano che marchia a fuoco le vacche con la svastica.
Orgogliose della marca d'abbigliamento di cui sono testimonial, la Aryan Wear Inc.(che vende magliette tipo questa, allegramente linka a siti neonazisti sparsi un po' ovunque nel mondo e sostiene, tra l'altro, che non vale la pena mandare a morire i loro 'figli bianchi' per dei 'negros' incivili, come per esempio i Kenyani che, a causa dell'analfabetizzazione della maggioranza del paese, in un prossimo referendum sono chiamati a votare tra un arancia e una banana, che indicano in modo semplificato, il No e il Si. Non so se rendo il tono del sito che mi rifiuto di linkare..)
E orgogliose della cara mamma, che cura il loro blog (hanno eliminato i commenti dal blog dicendo che venivano sommersi di insulti..chissà come mai..)

Quanto orgoglio.

Cos'altro augurare a queste due dolci, orgogliose bambine all'inizio di una sfavillante carriera, se non: 'crepate, poracce'?


Le sorelle Gaede.

A parte il fatto che se mi chiamassi LINCE o AGNELLO mi scaverei un buco sotto le Montagne Rocciose e sparirei dalla faccia del pianeta (ma solo dopo aver squartato i miei genitori e tutti i dipendenti dell'ufficio anagrafe per aver permesso un simile abuso..)

Spero solo che la signora Rosa Parks se ne sia andata con un altro tipo di orgoglio.
Spero che l'altra notte si sia spenta serenamente nel suo letto nella sua casetta di Detroit, alla veneranda età di 92 anni, senza sapere niente di puttanelle nazional-neo-nazi dell'assolata California.
Spero che abbia chiuso gli occhi senza un rimpianto per la metà della vita passata a ricamare per i suoi padroni, o per l'altra metà che ha passato a fare da icona per un mondo migliore, lei e il maledetto bus dal quale non volle schiodare le chiappe.
"La donna che ha cambiato una nazione". Nonostante tutto, nonostante il resto del mondo e nonostante questi piccoli rigurgiti biondini e coccolini che indossano Hitler come fosse Winnie the Pooh..

Spero che la signora Parks nella sua prossima vita rinasca, chessò? Puma. O grizzly.
E che magari un giorno, verso ora di pranzo, si trovi a passare per Bakersfield, California.
Con una voglia irrefrenabile di pura carne ariana.


Rosa Parks. (1913-2005)

Sunday, October 23, 2005

Slave to the mp3

Il mondo consumistico e imperialista che mi circonda mi ha contagiato per l'ennesima volta.
E vabbè, farò tanta penitenza, ma voglio un lettore mp3.

La scelta è tutt'altro che facile, sono in gioco forze inimmaginabili, era dai tempi di Star Wars che non si vedeva un conflitto così terribile...

e ora entra in gioco anche il fantastico e indispensabile iPod Flea (alzate le casse)

Ah, quanto è dura la scelta, con prodotti tanto validi...

PS: Grazie Bimba mia, mi ci voleva sta risata..mi sa che ho pure la Febbra...u_u'

Monday, October 17, 2005

Non so perchè.

Ci sono cose nella vita, che non sai perchè le fai.

Andare fino a Little Italy in un afoso pomeriggio con 40° percepibili e ritrovarsi a comprare, con una faccia anche piuttosto schifata, una calamita di San Gennaro in un negozietto tra Canal e Mulberry St. rientra a pieno titolo nella categoria.
La signora dietro il bancone, stazza da triceratopo e occhialoni, scuote la testa scolpita a forma di bigodino perenne, scuotendo via probabilmente anche quel poco di italiano che non ha dimenticato.
"Sti cines' ce stann'a mangià tutt'cose, mo pigliamm' e ce n'annamm' a Brucculìn..."

Lasci perdere signora, mi verrebbe da rispondere..è più sicuro qui, ha proprio voglia di farsi sparare in faccia per 2 spiccioli? Io la vedo meglio al Barrìo, può passare per ispanica, meglio comunque rimanere da questo lato del fiume..

Invece annuisco grave, come se capissi.
Ho solo 12 anni, che cazzo capisco...

Riprendo la metro numero 6 per Upper Midtown e scendo tra la 51st St. e Lexington.
E lui è lì, tra il Waldorf e il Roger Smith, come tutti i giorni.
Sembra aspettare me, sotto le bandiere appese sul portone dello Smith, immobili nel non vento, tra quelle orrende statue post-moderne che si ostinano ad esporre.
Aspetta col suo carretto, il mio spacciatore privato di conservanti e maiale insaccato.
Mi vede arrivare a ha già cominciato a prepararmi l'hot dog.
"Se ci metti la senape ti ammazzo.."
Lui sorride, e ci mette la senape. Poi ride forte.

Tutti i giorni così, e non so nemmeno il suo nome.
Mi mancherai stronzo. Mi mancheranno i tuoi insaccati stracotti e la tua cazzo di senape..
Mi appoggio al solito muro, solito graffito, solito fumo bianco dal tombino vicino.
Lo guardo lavorare.
"A domani", mi fa quando mi allontano, e non alza nemmeno lo sguardo, troppo occupato a infilare pinza, mano, polso, braccio e spalla in quel buco nero alimentare del suo baracchino.
Mi giro a guardarlo, ma non dico niente.
Non gli dico che domani non ci sarò, che domani non esiste per me, sotto questo cielo.
Mi volto e riprendo a camminare verso lo Smith. Non so perchè l'ho fatto.



Vedo Starbucks in lontananza, all'incrocio con la 52th, attraverso la strada. sto per buttare la carta dell'hot dog in un cestino, ma noto che è occupato. Un tizio, un homeless di colore dalla pelle di cuoio tirata sulla faccia, mangia direttamente dai rifiuti.
Con una forchetta in plastica.

Mentra guardo perplessa i suoi 6 o 7 maglioni, il berretto di lana blu e i guanti senza dita, penso: "Ma cazzo, siamo in agosto.." e ancora: "Rischio una forchettata sulla mano, se provo a buttare la mia cartaccia accanto al pranzo di quest'uomo?".
Rimango ferma a fissarlo, la cartaccia stretta in pugno.
Lui non si scompone minimamente, continua a mangiare, tranquillo e con una certa soddisfazione, quello che immagino sia pizza topping, meno la pizza.
Questa devo dirla a Maria.
A Maria dalle bianche LA Gear e dall'uniforme da cameriera color rosa Pepto Bismol. Maria dall'acconciatura Joan Cusackacchiana in "Una donna in carriera".
Maria bella che non ricorda quasi più l'italiano e che con i quarti di dollaro delle mance mi compra le cards di Batman Returns al distributore automatico (perchè sa che ho una cotta per Michelle Pfeiffer, anche se Micheal Keaton "è così bell'omo.."..e vabbè, sò gusti..)

A Maria questo interesserà. Maria raccoglie storie di ordinaria follia. Lei dice sempre che "New York è il manicomio del mondo", se c'è un matto sta sicura che è passato di qui. Te lo dice sorridendo, mentre ti piazza davanti un bicchiere d'acqua con 6 etti di ghiaccio dentro, al bancone di una tavola calda che non rivedò mai più perchè nel frattempo sarà diventato un altro Starbucks..
Me ne sto là, la carta dell'hot dog ancora in mano, a fissare un bibitone d'acqua che non ho nemmeno ordinato.

"Maria, perchè porti sempre l'acqua anche a chi non te la chiede?"
Inchioda, fa dietrofront, mi squadra, il piatto di french toast e uova strapazzate fumanti sospeso a mezz'aria.
"Kiddo, ti lamenti di una cosa gratis?"
Perchè non sai che fuochi artificiali mi combinerebbe nello stomaco una volta impattato con l'hot dog di poco prima, questo mezzo litro di ghiaccio distribuito gratuitamente e democraticamente.

Il trucco dev'essere qui, da qualche parte, nascosto nelle pieghe di questo momento, il significato stesso di questa società, di questo paese che non capisco.
Ma cosa ne so, ho solo 12 anni e queste sono le mie ultime ore nel culo del manicomio del mondo.
Faccio spallucce, non rispondo, guardo ancora il mio piccolo iceberg galleggiante.

E non so perchè, ma non le racconto niente. Della signora triceratopo di Little Italy che preferisce rischiare la vita piuttosto che farsi fregare dalla grande Madre Cina. Del nero e del suo pranzo. Dei miei silenziosi addii.
Anche questo, è un addio.
Ma non dico niente.
Mi trovo sotto il naso un quarto di dollaro.
"Vai tu, c'ho da fare.." Lo dice come un rimprovero, ma mi fa l'occhiolino, mentre si gira a prendere sei ordinazioni con una mano sola.
Scivolo dallo sgabello, raggiungo il distributore vicino alla porta, vado con la routine: inserisci, gira l'argano medievale, aspetta il CRACK della macchina, ritira le tue 6 card, che escono sempre a testa in giù.
Volto la prima, ed è Michelle Pfeiffer vestita da donna gatto.
Cazzo che culo.

Sono passati 13 anni e quella card ce l'ho ancora.
Ogni tanto pernso a Maria, al fumo dei tombini, alla senape.
Ma non so perchè.

Thursday, October 13, 2005

Mi sento niente bene...

Mia mamma ha lavato il bollitore Ikea con l'anticalcare.
lei giura e stragiura che l'ha controllato bene, ma non mi fido.
Sento un sospetto odore di Sidol per argenti.

Ora mi bevo il mio nescafè.
Nel dubbio che qualche sostanza chimica reagisca allo zucchero, al latte o all'acqua stessa..se non mi sentite più, sapete perchè.

Creamatemi, mi raccomando. Le due tonnellate e mezzo di manga vanno solo ad intenditori, fate un pò voi..Il cane, il portatile, i miei vestiti, tutto ciò che ho di elettronico e la collezione di Barbie sono per Manu (se le rivendi mi reincarnerò in tuo figlio e ti odierò con passione, sappilo..)I libri vanno a mio fratello Gabriele, sia mai che capisca che se li apri sono scritti anche dentro..
I miei album fotografici sono per mio fratello Marcos. Che almeno se la ricordi bene, la sua hermanita. A mia sorella Raffaella vanno i miei pigiami di Winnie the Pooh (fidatevi, è quello che vorrebbe avere..)
I miei 300 cd sono per mio fratello Francesco. Rock on, bro.

Il resto buttate, che c'ho un sacco di cianfrusaglie..

Ah: non fiori, ma opere di bene.

PS: sono a metà caffè e non è ancora successo niente..ma non si sa mai...

Monday, October 10, 2005

Sò cose che ti segnano...

Sono preoccupato per la nostra Terra:
"Sono stufo della pioggia e sono preoccupato del fatto che non esistono piu' le mezze stagioni. Preoccupato perchè mi chiedo fino a che punto l'uomo non c'entri nulla con questa strana inversione di tendenza.
Non vorrei scoprire (ma forse è la scoperta dell'acqua calda) che proprio a causa del nostro cosiddetto progresso stiamo creando problemi al nostro pianeta. Marcello."


Questa perla l'ho trovata stamane sul solito quotidiano gratuito "Metro" (miliardi e miliardi di copie distribuite in quindici milionidi capitali nella galassia per poi andare a sponsorizzare quella bagnarola di Victory Challenge alla Coppa America, ma vabbè..), fonte veramente inesauribile di stronzate col botto degne di nota.

Caro Marcello, sai cosa sono le alluvioni, i terremoti, gli tsunami, i vulcani che eruttano, gli uragani, la siccità lo scioglimento dei ghiacci e le varie mucche pazze, pecore stressate e, non da ultimi, i pennuti ipocondriaci, vero?

Bene, se lo sai, allora mi sento tranquillamente di poter affermare, senza tema di smentita, che la Terra è parecchio, ma PARECCHIO incazzata, e che passetto dopo passetto ci sterminerà tutti come caccolette irrorate di spray nasale. A costo di bruciare nello spazio siderale, ma lo farà. Lei ci sarà comunque, tu no.

Spero di aver fugato ogni tuo dubbio.
Capisco che ci siano cose più importanti nella vita che ti hanno trattenuto, occupato, impossibilitato in tutto l'arco della tua breve e magnificamente inutile vita, solo oggi siamo stati bombardati da news eclatanti e sconvolgenti, come Boy George trovato nel suo appartamento di Manhattan a sguazzare nella cocaina all'urlo di 'è solo farina!, è solo farina!', sfatto e imbolsito e pentitissimo..



e mentre lui veniva rispedito a calcioni in Inghilterra ecco il mondo dello spettacolo si schiera a favore della povera Kate Moss, innocente vittima del suo aspirapolvere nasale! NO!, tuona Robbie Williams, NO! sentenzia la rivista W Magazine, non è colpa sua! E' la sua vita, che sia lasciata libera di spaccarsi di cocaina fino a quando non le esce dalle gengive! è quella sua "personalità controversa che ci ha sempre affascinato, non la lasceremo ora"! e quando credi di esserti ripreso, BAM! anche LepoLupoLapo, è caduto vittima di questo flagello così imparziale..

Mentre sei ancora stordito da tutte queste sconcertanti notizie, caro Marcello, ecco che ti arriva la batosta. E stavolta la coca non c'entra: la povera Katie Holmes non potrà gridare, al momento di dare alla luce il piccolo Cruise. Perchè, ti chiederai basito? Ma perchè papà Cruise va in giro con le orecchie da Spock e si crede sull'Enterprise, ecco perchè.



Quindi non ti preoccupare, Marcello caro, e chiedi pure, quando avrai ancora quesiti di cotale levatura morale ed etica.
E porta l'ombrello, se esci, che il tempo è incerto...


la sede di Scientology a Roma, in una via oltremodo appropriata. (foto by Nerwen)

Tuesday, October 04, 2005

Xena in the sky.

Sono ancora in stato di shock, quindi fate piano e non mi agitate che poi mi viene l'ulcera perche' somatizzo...

Hanno trovato l'ennesimo, fantomatico, inafferrabile 10° pianeta. In attesa della smentita delle autorità competenti, la briciola spaziale è stata chiamata Xena.
E la sua luna Gabrielle.
Giuro, l'ha detto la CNN.

Sto già provvedendo per una statua in travertino bengalese per il Signor Micheal Brown, il genio della Cal Tech che ha avuto la brillante idea.

Mi sento orgogliona. Immotivatamente, certo.
Non ho merito nella scoperta del presunto astro celeste, il nome non gliel'ho dato io, non c'entro niente nella produzione e creazione di Xena, non ho mai scritto un suo copione e non l'ho ammazzata una quindicina di volte x tenere vivo l'interesse negando nel contempo un qualunque legame sessual/sentimentale con la sua sidekick per non allontanare l'agguerrito pubblico gay che fa fare i picchi d'ascolto per poi farle baciare all'ultima puntata. E poi farla morire un'altra volta, gia' che ci siamo.*puff puff, anf anf, pant pant*

Pero'...ora Xena e la sua Gabrielle danzeranno per sempre nello spazio più estremo, finchè Big Bang non le separi...e mi sembra giusto, e bello.

Monday, October 03, 2005

..let me number 'em..

La mia ragazza, 22enne dal cuore innamorato e sognante, mi rimprovera spesso d'avere lo slancio amoroso di un cetaceo arenato sulla spiaggia da un mese e la spontaneità di uno sturalavandini, almeno per quanto riguarda le questioni di cuore.

Diciamocelo, non sono il tipo da biglietti sparsi per casa con su scritto 'La caffettiera è pronta, accendimi! :)' o dichiarazioni scritte sul diario del tipo 'tvunmdb!' (o peggio, TADB! ti amo di bene! ma che cristo significa?!?) con qualche canzone di vasco citata sotto...
Ma la mia Bimba sembra un pò delusa dal mio cinismo (o buonsenso?) e comincia a farmelo notare con piccoli studiati gesti..("ecco, quella ha ammazzato la propria amante perche' non poteva sopportare di dividerla con il resto del mondo...tu per me non lo faresti mai...tsè, inZenZiBBile!")

Non ha a che fare con i miei sentimenti, questo è certo..eppure...cos'è che all'avvicinarsi di San Valentino mi fa ardentemente desdierare di avere le palle per potermici sparare sopra, o che mi fa venire i crampi alla milza quando leggo le scritte sui muri dei sedicenti portatori sani di 'Young Love at it's best"?

Oggi, sopraffatta dalla noia più bieca e annichilente, ho sfogliato il quotidiano gratuito 'Leggo', cloaca massima dell'inutile e del trash, ed ho avuto la rivelazione.

Tra un servizio di 4 pagine sugli indici d'ascolto della DeFilippi e reportage sulla medicina omeopatica ho scoperto perchè ho il terrore di scrivere qualunque post alla melassa. E l'epifania si è svelata sotto forma dell'angolo 'Messaggi e pensieri d'amore', amena mezza pagina in cui ogni scellerato è libero di sparare qualsivoglia vaccata al suo amorepuccipù.

L'Immensa E Suprema Verita (con la I, la E, la S e la V maiuscole..) è: Ho il terrore di diventare come loro. Piuttosto un cuore di pietra, ma mai come LORO. Vado a illustrare alcuni esempi.

Per la mia Schiava dal suo Capetto:
"Ti insegnavo a fare i caffè, mentre tu mi insegnavi cos'è la seduzione. E degustandone una tazzina siamo rimasti scottati dalla passine espressa...!"
(prego notare la sottile metafora, per chi non si fosse reso conto dell'incredibile verve comica di codesto sms...)

A 'Patata bruciata' da Irys:
"Ho realizzato il mio sogno, sono la donna piu' felice del mondo. Nella vita bisogna aver coraggio, fare delle scelte. Bacio"
(potevi anche scrivere 'compra il pane e il latte, e togli i panni dalla sedia che li trovo sempre ammappociati..')

Per Ranocchietta:
"Vale sei unica, stai improntando indelebilmente la tua aura sui miei circuiti neurali..Mi fai stare davveri bene! Il tuo Tigroto"
(I Monty Python direbbero 'Datemi un secchio, devo vomitare..')

Per Pussy Pussy dal suo Tinca:

"Ti amo immensamente, ma quando lo capirai? Non vedo l'ora che arrivi il venerdì per giocare insieme.."
(Pussy pussy è evidentemente un cocker spaniel..)

Amore mio, questa è la dimostrazione di quanto ti amo e ti rispetto: evito di renderci/ti/mi ridicola in universovisione cercando di portarti via dai nostri piccoli incubi quotidiani senza tanto clamore ma forse con più sincerità.

tua per sempre,
Nerwen.


(l'amore al tempo dei Sims)

Friday, September 30, 2005

Perduta nel tunel dell'intrattenimento-o-o-ooo..

Lost è ricominciato.
Da una settimana.
E io sto già nel trip più profondo.

Joss Whedon è dio, Amy Sherman-Palladino è la dea..

Ma JJ Abrams è il re, ed è tornato.

Evviva il re!

Wednesday, September 28, 2005

Re e nani.

E' perfettamente inutile commentare le ultime avventure del portatore Nano al potere, anche perchè che altro c'è da dire?
Persino Vespa ha preferito parlare di panini alla mortazza e di calorie del gorgonzola..

Ma ci sono ben altri leader..

Come per esempio Sua Maestà Ezzat Ali Hanafi, autoproclamato sovano dell'Impero di Nakhila, isolotto sul Nilo dalle parti di Assiut (400km a sud del Cairo).

L'anno scorso, questo genio del male (prima di bombardarsi di granate con la polizia locale e pazziare con un paio di centinaia di ostaggi vari..) aveva trasformato il suo reame in una distesa di marja.
Ora il tribunale dell'Alta Corte del Cairo ha condannato a morte lui e suo fratello.
(Nessunotocchicaino.it)

Pensa te. Io gli avrei dato una medaglia. Non per i morti ammazzati o per i sequestri che ha cosi' simpaticamente organizzato..piu' che altro per la creativita'.

Però ha fatto un errore fondamentale..non ha scalato il governo per poi cambiare la legge coranica su sequestri, omicidi, possesso illegale di armi e traffico di droga..
Ovvio che poi ti fai beccare, bello mio...


..altro che falso in bilancio...

Wednesday, September 21, 2005

Io ODIO i mercoledi'.

*DRIIIIIN*
Nerwen: "Centralino, buongiorno.."
Donna: "Chi è?!"
Nerwen: "Il centralino di un ente pubblico, signora.."
Donna: "Eh, bè, guardi che ha sbagliato numero.."
Nerwen: "......Signora, guardi che ha chiamato lei.."
*CLICK*
Nerwen: "..."

Ecco, il mercoledì, dopo 10 ore a fare il lavoro di un'altra che si è buttata malata dopo 4 settimane di ferie...bè, lo sterminio totale della razza umana non mi sembra più una cattiva idea..

Thursday, September 15, 2005

Ferie 2, la vendetta.

Seconda manche.

Destinazione: Treviso e provincia. Luogo dalle spettacolari ville e dalle fameliche zanzare.

In una miniadunanza nazionale siamo riusciti a raccattare amici da Caserta a Milano passando per Ostia.

Mi mancavano questi giorni fatti un pò di niente, di nessuna urgenza, nessuna pressione, una creperia mitica, amici che non vedo spesso ma alla prima vaccata ricordo immediatamente perchè voglio loro bene.
L'unico pensiero è la mamma della Valex, che ci abboffa a tavola manco ci volesse scotennare per il giorno del ringraziamento.
E come bypassare le file chilometriche per le montagne russe a Gardaland. Per il resto, non un pensiero al mondo..

Trovarmi in una stanza dove chiunque suona uno strumento o canta e non poter far nulla (visto anche che l'ultima volta che ho provato a cantare hanno chiamato la protezione civile dichiarando lo stato di calamità..) non mi è sembrato nemmeno tanto strano. In fondo era quello, il bello.
Vedere La Kay che pesta come un fabbro sulla batteria, i piatti spaccati appesi orgogliosamente al muro come teste d'alce, o gli occhi sbrilluccicanti di ValeX davanti alla sua Taylor nuova di zecca..o Albe che invece di tergersi il sudore lo terge al basso..o Mobi che tira fuori da non si sa dove un metro e mezzo di tastiera, essendosela lui egli medesimo trasportata sul groppone per tutta la Milano/Mestre.
E Manu felice, finalmente dopo tanto tempo, di poter cantare, cantare e basta, senza nessuno che ti stracci i maroni, senza scalette, senza vocalizzi, solo per il gusto di farti andare un pò di panico da palcoscenico nelle vene...

Boh, fatto sta che a Gardaland potevo andarci con chiunque, ma con LORO è stato meglio. Che tutti sono bravi a inzupparsi sui tronchi del Colorado Boat, ma pochi sanno monopolizzare gli spruzzi ritmici, nella zona bambini sotto l'albero di Prezzemolo.
Che questi amici li ho scelti, li ho voluti cazzo, ho rischiato di perderli. E non deve succedere di nuovo.


"Kay's essence" (C)Nerwen